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giovedì 16 maggio 2013

La festa dello Spirito alla Romita

mi è appena arrivato questo messaggio da Bernardino che trovo molto bello e poi c'è la proposta di questa Pentecosta lassù e c'è pure questo nuovo arrivo, un asinello!! Chissà come è carino e allora buona festa anche a te Oskar!


19 maggio 2013:

FESTA DI PENTECOSTE ALLA ROMITA

“Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà” (2Cor 3,17) 19 Maggio 1991: Festa di Pentecoste. Fu l'inizio della nuova storia della Romita. Ridotta ormai ad un rudere, dopo 130 anni di abbandono, (1861-1991) e 22 di ricostruzione, è ora tornata al suo antico splendore. Grazie proprio all'Energia possente che si sprigiona da questa Festa, data d'inizio della Comunità Cristiana. Con la discesa dello Spirito Santo (“riempiti di Spirito Santo” At 2,4) i Seguaci di Gesù superano la paura ed hanno il coraggio di proclamare apertamente “le grandi opere di Dio”: da Discepoli diventano Testimoni. Pur senza la presenza e la vicinanza fisica del Maestro, con la forza del suo Spirito, s'incamminano per le vie del mondo a portare il suo Vangelo, il Fuoco dello Spirito: Messaggio di Vita, di Amore, di Gioia, di Speranza, di Futuro. La Pentecoste, una Festa che ha acceso la fantasia e il cuore di tanti nella Storia, ha ispirato e stimolato anche noi.
Quel 19 maggio 1991 eravamo pochi. Davanti ai nostri occhi un cumulo di macerie, un groviglio intricato di rovi, di liane e di edera. L'antico Eremo diroccato, devastato, saccheggiato: uno spettacolo di abbandono, di distruzione e di desolazione che non invitava certo a fermarsi. Eppure, ispirati e mossi dalla forza misteriosa dello Spirito, iniziammo con una Celebrazione sul prato tra rovi ed arbusti, immersi in una vegetazione lussureggiante, accompagnati dal canto degli uccelli e dai profumi della primavera inoltrata. Eravamo poveri di mezzi e di comodità, ma ricchi di idee e di entusiasmo. Iniziammo volutamente nel giorno di Pentecoste a significare che era lo Spirito di Dio che ci chiamava su questo monte a restaurare l'antico Eremo. Eravamo consapevoli d'intraprendere un cammino lungo, difficile, faticoso, avventuroso e pericoloso. Data la condizione disperata nella quale versava la Romita, da quelli che ci osservavano da lontano, fummo considerati degli illusi, dei pazzi, dei falliti in partenza. Ma a noi quel giorno dallo Spirito fu data in dono la Visione della Romita rivestita di Luce e di Bellezza, così come la vediamo oggi, dopo 22 anni di immane fatica.
Lo Spirito non lo vediamo se non negli effetti prodigiosi che produce, ma lo sentiamo vivo e operante dentro di noi perché “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio” (Gal 4,6). Lo Spirito è Fuoco, Acqua e Vento. Come Acqua viene versata, dà vita, disseta, lava, rinfresca. Come Fuoco arde, illumina, riscalda, piega, trasforma. Come vento ispira, spinge, muove, porta il ricordo, l'eco ed il profumo di epoche lontane. Lo Spirito di Dio investe di Energia Divina l'uomo debole, fragile e limitato. E' Forza creatrice e trasformatrice. In grado di ridare vita ad ossa inaridite (cfr. Ez 37, 1-14), di sciogliere cuori induriti, di aprire ed illuminare menti ottuse e confuse, di asciugare lacrime dagli occhi, di sanare ferite dell'anima, di ricucire strappi, di riparare 2 brecce, di ricostruire rovine.
Tutto questo noi abbiamo sperimentato all'inizio della Romita e per tutto il tempo della ricostruzione. Abbiamo soprattutto sperimentato che lo Spirito è Libertà e genera libertà in chi si fa coinvolgere dalla sua azione. Lo Spirito è libero e imprevedibile.
I tentativi di alcuni, dalla mente gretta e dal cuore duro, di scoraggiare, di impedire, di bloccare e di distruggere la Romita, sono risultati vani. E non poteva essere diversamente. Lo Spirito infatti soffia come, dove, quando e su chi vuole (cfr Gv 3,8), a prescindere dai meriti e dalle capacità della persona. Nessuno ha l'esclusiva dello Spirito. Non c'è autorità umana che possa imbrigliarlo, incanalarlo, controllarlo. Lo Spirito vanifica le logiche, i calcoli e le astuzie dei poteri umani. In forza dell'unzione “che Dio stesso ci ha conferito e del sigillo dello Spirito che ha impresso nei nostri cuori” (2Cor 1,21-22) noi abbiamo la dignità di “Figli di Dio” (cfr Gal 4,5-7). Ne consegue che nessuno è e può “far da padrone sulla nostra fede” (2Cor 1,24) e che tutti siamo “collaboratori della gioia comune”. Il cammino faticoso, doloroso e luminoso della Romita è costellato di continue sorprese dello Spirito. Il Grande Protagonista nella realizzazione del Progetto della Romita (un Progetto di Restauro e un Progetto di vita) è stato lo Spirito di Dio. E' stato Lui l'Ispiratore, la Guida, la Forza trainante nel nostro cammino. Chi ne dubita, venga a vedere che cosa è stato capace di realizzare dal niente in pochi anni.
La Romita: un miracolo vivente! Naturalmente c'è stata anche la nostra collaborazione, perché il Signore ci rende sempre partecipi nel realizzare le sue opere. Perché siamo stati attenti alla Voce dello Spirito, l'abbiamo seguita con amore e docilità. Migliaia di volontari, giovani e rimasti giovani, gruppi parrocchiali, gruppi di scouts, famiglie con bambini, credenti, atei, agnostici: in tanti abbiamo collaborato alla realizzazione di questa Visione.Tutti ispirati e mossi dallo Spirito: La Romita come Luogo (per il passaggio di San Francesco e la permanenza dei miei Frati per 650 anni) e come Idea (per lo stile di vita francescano) mi ha affascinato sin dal primo giorno. Me ne sono innamorato, mi son preso cura di lei con passione, amore e costanza. E' un progetto che corrisponde alla mia storia, alla mia identità e alla mia vocazione di Frate da 58 anni, dall'età di 16 anni. E' parte della mia vita. La vita alla Romita continua. Arrivano sempre più numerosi i pellegrini del Cammino Francescano che accogliamo con gioia. Continuiamo a pregare, lavorare, vivere e annunciare il Vangelo con le parole e con la testimonianza di vita. Le difficoltà, i contrasti, le umiliazioni, le incomprensioni non mi hanno scoraggiato e non hanno intaccato minimamente la mia fede cristiana e la mia vocazione francescana. Anzi. Sono più contento e più convinto di prima. La forza dello Spirito è tale da farci superare prove ancora più difficili. La venuta di Papa Francesco, una grande sorpresa, un capolavoro inaspettato dello Spirito, ci incoraggia e ci rincuora. Ci ricorda la semplicità, la spontaneità e la gioia contagiosa del Santo del quale ha preso il nome. Fa brillare gli occhi, accende la mente, riscalda il cuore. E' un Papa che infonde fiducia e fa sorridere. Domenica 24 marzo 2013, ancora in piena euforia per l'elezione di Papa Francesco, abbiamo fatto la prima Celebrazione degli 800 anni della Romita. Eravamo in 90 a ricordare, festeggiare e ringraziare il Signore. Una novità recente è senz'altro l'arrivo di un asinello (Oskar): dolce, affettuoso, amico di tutti. L'asino, poco apprezzato da noi umani a causa della nostra superficialità, arroganza e invidia, è un animale straordinario. E' presente nella vita di Gesù (nel Presepio, nella fuga in Egitto e nell'entrata trionfale a Gerusalemme) e anche nella vita di Francesco. Era il suo mezzo di trasporto preferito. A dispetto della poca stima che gode nella nostra cultura l'asino, che Francesco chiamava “fratello asino”, è molto riflessivo, attento al mondo che lo circonda, intelligente, bello, sensibile, forte, determinato, costante e coerente nelle scelte e nei comportamenti, umile, mite, grande lavoratore, paziente. Per molti di noi potrebbe essere un maestro di vita. Chi infatti non vorrebbe avere tutte queste virtù? Quest'anno, nell'Ottavo Centenario della venuta di San Francesco alla Romita (1213), vogliamo ricordare nel giorno di Pentecoste quell'inizio meraviglioso e ripercorrere le tappe del nostro cammino. Nello stupore, nella gioia e nella gratitudine per tutta questa meraviglia. Vogliamo sopratuuto ricordare che “la Speranza non delude, perché l'Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rom 1,3).

Programma Sabato 18 maggio:
ore 21 Veglia di silenzio, di ascolto, di canti e di preghiere nella Chiesa, costruita dai Frati alla fine del 13. sec.

Domenica 19 maggio,
Solennità di Pentecoste Ore 10,30 Visione di un DVD che descrive le diverse fasi della ricostruzione

Ore 12 Celebrazione della Pentecoste sul prato

Ore 13 Pranzo sotto il Cedro del Libano

lunedì 11 marzo 2013

musica per gli 800 anni della Romita!

...e mentre io sogno "musica e colori" qui ad Assisi alla Ruah, per fortuna c'è un luogo dove questo avviene!
La Romita di Cesi festeggerà a breve gli 800 anni di vita spirituale e francescana (e c'è chi lo chiama "luogo privato" mah!). Se aprite la pagina "La gioiosa Romita" sul sito vedrete tutto il programma.
Ad aiutare il nostro "giullare" fra Bernardino la cara Erika con il suo violino...vi ricodate lo strepitoso concerto di 2 anni fa, mannaggia pare di più ma quando si attende il tempo non passa mai...vi ricodate la travolgente musica religiosa ebraica che si spandeva nella bellissima Santa Maria Maggiore ad Assisi?
 Beh la musica si spanderà nell'aria fina della Romita con un concerto e dei laboratori musicali. Sono sicura che sarà bellissimo, Erika è un'ottima musicista e grande amica della Romita e ... Bernardino sa suonare tutto ciò che produce note.
Qui di seguito ricopio una parte del programma che troverete sul sito, mi piacciono un sacco queste parole! Buona settimana a tutti!!

Laboratorio “I Suoni della Romita”

Hai mai sentito le chimes bar di un cedro del Libano, lo xilofono delle tegole o delle pietre, il racconto delle assi di legno, lo scoppiettio di frate focu, il gorgheggiare di un pozzo, la grancassa delle tinozze, il flauto di un filo d’erba, l’abbaiare al ritmo di una campana? Hai mai provato a suonare i cucchiai o le scodelle? Sai che percuotendo una lamiera si può creare il rombo del tuono?
Questo laboratorio nasce dal desiderio di scoprire, riscoprire e giocare insieme la ricchezza e la varietà dei suoni che sono alla Romita. I suoni naturali e anche quelli degli insospettabili oggetti quotidiani che si fanno oggetti sonori.
Con semplicità, attenzione, vivacità esploreremo l’eremo per raccontare, alla fine del laboratorio, il 6 ottobre, tutti assieme ed in musica l’Altissima Luce che da 800 anni risuona alla Romita.



ecco il Link alla pagina internet dell'evento: http://www.diquipassofrancesco.it/it/index.asp?page=RomitaEventi

Leggi e scarica la locandina: >>> clicca qui!

giovedì 21 febbraio 2013

i sognatori e gli utopisti...la mia lista

oggi, andando in macchina, pensavo a questa cosa del sogno e dell'utopia...mi guardavo intorno e pensavo al piattume alla rassegnazione, al qualunquismo, alla mancanza di ideali che sembra permeare il mondo e mi sono detta: "Ma chi sono i sognatori, gli utopisti dell'umanità che sono importanti per te?" E mi è venuto in mente di fare questo gioco con voi, un gioco che è più di un gioco, è il compilare la propria lista e poi leggersela quando si ha voglia di mollare, quando si pensa che chi ci vuole far andare in una direzione senz'anima, senza ideale possa avere la meglio. La lista qui sotto è compilata in ordine sparso, non di merito se non per i primi nomi, così, come mi venivano alla mente. Sono persone che si sono giocate e si giocano la vita per i loro ideali e questo  ha portato altri a fare lo stesso. Persone di livelli diversissimi, di ambiti ancora più diversi, persone di ieri e di oggi e, alla fine, mi ci sono messa pure io. "Ah che presuntuosa egocentrica che sei!" Direte voi. No, non è così, credo che ognuno di noi se almeno una volta ha fatto qualche cosa dettata dal sogno e dall'utopia possa mettersi in fondo alla lista. Fa bene vedere il proprio nome presente, almeno a me dà forza, mi fa pensare che se tutte queste persone hanno combattuto per i loro sogni e, molti, ci hanno pure lasciato la pelle, posso farlo anch'io.
Allora, vi chiedo se volete, di compilare le vostre liste, di non essere solo passivi lettori della mia, poi, possiamo metterle insieme e vi prometto che le metteremo nel sito, una voce della "Gioiosa Romita". E' un modo per combattere il piattume e per ringraziare tutti coloro che ci hanno regalato la grandezza, il coraggio, la bellezza, la forza che ci permette di andare avanti e non lasciarci schiacciare.
GLI UTOPISTI SOGNATORI CHE PER ME HANNO CAMBIATO IL MONDO IN MEGLIO

Gesù
Maria Maddalena
Siddharta Gautama Buddha
San Francesco di Assisi
San Benedetto da Norcia
Santa Hildegarde di Bingen
Master Eckhart
Margherita Porete
Angela da Foligno
San Giovanni della Croce
Santa Teresa d’Avila
Gandhi
Che Guevara
Beato Angelico
Rama Krishna
Piero della Francesca
Martin Luther King
Gli anonimi costruttori di cattedrali
Madre Teresa
Michelangelo
Galileo Galilei
Jalal al-Din Rumi
Tommaso Moro
Thomas Bechet
Giordano Bruno
Leonardo da Vinci
Thomas Merton
Gustav Jung
Beethoven
Mozart
Dalai Lama
Van Gogh
Etty Hilesum
Pablo Neruda
Padre Giovanni Vannucci
Fabrizio De André
Lucio Dalla
Maria Montessori
don Milani
Rudolf Steiner
Rainer Maria Rilke
padre Alex Zanotelli
don Andrea Gallo
don Luigi Ciotti
Jean Yves Leloup
padre Ireneo Forgiarini
don Achille Rossi
Raimon Panikkar
padre Bernardino
padre Giancarlo Bregantini
don Puglisi
il mio papà Angelo
mio zio Roberto
io Angela

La forza dell'utopia...

Oriano ce l'ha fatta a scaricare il bel documentario sulla Romita di Cesi che è andato in onda su Rai 2! Oriano è un dolcissimo pignolo e dice che non è di "buona qualità dell'immagine" ma è il massimo che è riuscito a fare...a me pare che vada benissimo e così questo servizio è ora fisso nella pagina della "Gioiosa Romita" sul sito, pagina che è in lavorazione dove, ben presto, ci sarà modo di mettere le vostre testimonianze.
Mi ha colpito molto in questo documentario quello che dice fra Bernardino su come la Romita sia risorta per la "forza dell'utopia" sono così convinta che sia sempre così!!! Sono "i sognatori che fanno" che mandano avanti il mondo, sono quelli che tutti considerano degli "utopisti"  che "girano la ruota del Darma e del vero progresso dell'umanità" e...loro, i sognatori e gli utopisti, sono sempre i più contrastati dalle forze della stagnazione del "si è sempre fatto così" delle regole fisse, di quelle regole che, nate da una spinta grande divengono poi, se non attualizzate, i peggiori freni alla continuazione, all'ampliamento, alla vita di quel messaggio che le regole stesse incarnavano...se non fosse così Bernardino non dovrebbe viversi tutti i contrasti pesanti a cui è sottoposto dai suoi confratelli.
Un giorno un fraticello mi disse: "Francesco era un purosangue, noi siamo dei brocchi, abbiamo bisogno di regole per questo..." Mannaggia, se proprio non riuscite a sognare come faceva Francesco, se proprio avete bisogno dei vostri binari sicuri, almeno lasciate che chi sogna lo continui a fare!
Ma Bernardino sogna ancora, nulla può fermare il suo sognare, e la Romita sta lì come "pietra viva sognata" per noi, per i pellegrini, per tutti coloro che cercano e sognano, per chi in Francesco sente una spinta per la propria vita, ora, in questo mondo, nel 2013, lì c'è una vera oasi francescana dove prendere ossigeno per il corpo e l'anima e da cui ripartire più forti!
Andate a vedere il servizio e....Oriano ed io ci aspettiamo una "pioggia di testimonianze" da aggiungere a questa pagina della "Gioiosa Romita" per quelli che stanno preparandosi a raggiungere quel luogo a piedi, a cavallo o in bicicletta o, persino, in macchina visto che la strada è messa molto meglio ora. I pellegrini dovrebbero sentire questo dovere: "Preparare la strada per gli altri che verranno" Io l'ho fatto con la guida e continuo a farlo al massimo che posso, e Oriano e gli altri cari pellegrini volontari dell'associaszione che a loro modo aiutano il cammino lo stanno facendo in tanti preziosissimi modi...aiutate anche voi il Cammino e questo luogo speciale che è la Romita!

domenica 17 febbraio 2013

La Giosa Romita...sul sito!

Tanti di voi mi hanno chiesto: "Che succede alla Romita? Che succede di fra Bernardino?" Ecco, da oggi sul sito c'è un pulsante che si chiama "La gioiosa Romita"  su cui troverete la splendida lettera che lui ha scritto su quello che gli è successo. E' una lettera dove c'è tutta la sua vita, la sua forza e il suo dolore, la gioia e la speranza, la solitudine, l'abbandono e la ripresa di un frate che non molla, per amore, solo per amore...nessuna acrimonia e tanto, ma tanto AMORE. Starà sul sito permanentemente perchè tanti la devono leggere e, possibilmente, far circolare perchè è veramente una pagina francescana. Per ora, abbiamo messo le foto che sia io che Oriano, che ha curato la pagina magnificamente, avevamo ma siete invitati a mandare ad Oriano le vostre e non solo, le vostre  testimonianze sul vostro soggiorno lì, le parole che volete far giungere a fra Bernardino pubblicamente. Facciamogli sentire quanto siamo vicini a lui e alla sua missione, a lui e a quel luogo che non chiude le porte...per AMORE, soltanto per amore.

giovedì 24 gennaio 2013

Bernardino e la Romita

ho ricevuto la lettera dalla Romita che Bernardino spedisce tutti gli anni...quest'anno è veramente stupenda e speciale per cui, fra breve, sul sito ci sarà una pagina permanente dedicata alla Romita dove potrete leggerla e, magari, mettere messaggi sulla Romita  o foto o vostre testimonianze sul vostro tempo lì, che potrete spedire ad Oriano come spedite i vostri diari. Oriano sta preparando la pagina che verrà proprio bella.
Se un silenzio lugubre copre "Cerbaiolo" e le sue vicende, se quella porta è chiusa e un "Luogo di Dio" sta là...un ammasso di belle pietre e nulla più, lo stesso non deve accadere alla Romita che è bella e vegeta, piena del suo grande Spirito di sempre. Ho telefonato a Bernardino per chiedergli se potevo pubblicare sul sito la lettera e lui ne è stato contentissimo e mi ha detto: "I pellegrini che passano di qui lasciano frasi ma non il loro email e così non posso mandarla direttamente." Tanto abbiamo parlato e tanto mi ha detto. Il nostro Bernardino è la roccia di sempre!
Estrapolo solo una frase che trovo molto vera dalla complessa e profonda lettera, io la definirei un motto:
Per ribellarsi ci vuole coraggio e
per avere coraggio ci vuole amore...

giovedì 15 novembre 2012

la sciarpa di Marisa

ieri sono stata ad Arezzo a trovare la mia Marisotta, non ci eravamo ancora viste dopo la Francia e, mentre Mirella, sua amica cara, ed io camminavamo per i sentieri della Maddalena, Marisa usciva lentamente dalla sua batosta; da quest'anno 2012 che per lei è stato un martirio. Che bello vederla a Terontola con la sua sciarpa gialla e arancione vista tante volte sventolare sui cammini! Quella sciarpa è per me Marisa, la ricordo arrotolata a turbante sotto il sole della Palestina, ben legata al collo sotto la neve verso Monte Sant'Angelo, sventolare su un filo nei bucatini pellegrini o nel vento della nave che ci portava in Terra Santa...migliaia di volte vista "camminare" di fronte a me perchè, Marisa dice: "Tu cammini veloce" ma poi abbiamo sempre camminato allo stesso passo...Marisotta forte come una montagna, perchè, io credo, chiunque altro sarebbe già al Creatore se avesse dovuto sopportare e combattere quello che lei costantemente vive. Siamo state insieme tutto il giorno, abbiamo anche fatto due passi in centro, lei era un anno esatto che non ci andava, tanto deve ancora recuperare ma, non è cambiata d'un franco e sogna cammini, cucina verdure biologiche, carezza i suoi tantissimi gatti e, ora che la vista è stata miracolosamente recuperata, si è rimessa a leggere vorace di conoscenza come è sempre stata...che bello!
Al ritorno in treno leggevo il giornalino di Romena e mi sono caduti gli occhi su una frase di don Angelo Casati a proposito del Cadinale Martini suo caro amico, è una risposta ad una intervista della "Repubblica" sulla scomparsa di quel grande uomo. Credo che si attagli molto bene alla storia della Romita e a tutte le storie che non sono ascoltate, per cui non si fa il tentativo di di capire. La riporto qui.
Quali sono gli insegnamenti più importanti che ci ha lasciato il Cardinal Martini?

Ne colgo uno, non so dare precedenze. Tra i suoi sogni sulla chiesa, questo: una chiesa che parla dopo aver ascoltato. Raccontava di Gesù che nei vangeli prima apre le orecchie del sordomuto, poi le labbra, come dire che se prima non si ascolta, ci escono solo parole vuote.

Credo proprio che sia così! Fu così con l'ostello, nessun provinciale, nessun definitore è mai venuto all'ostello, ha mai incontrato un solo pellegrino, mai venuto per un caffè insieme, mai letto le frasi sui libri dei pellegrini, mai assistito o partecipato ad una messa lì...mai ASCOLTATO! Questa è la stessa cosa che è avvenuta alla Romita....Ireneo, ieri, mi diceva: "La Romita è un posto dove mandare i novizi a fare esperienza!" Certo, è così, ma la paura delle alte sfere è quella di una "proliferazione di Bernardini"...a dire: un moltiplicarsi di veri francescani non di birilli tutti uguali...pericoloso! Troppo veramente francescano!...lasciatelo dire ad una Jacopa qualunque che vorrebbe tanto che ritornaste ad essere "gioiosamente fratelli di Francesco", ci sarebbe bisogno di voi... così come ora, "che differenza" fate? Che peccatoooo che occasioni mancateeeee!

lunedì 12 novembre 2012

i due frati "pezzi da 90" insieme alla Romita


Sono stata io a dare la notizia di ciò che stava accadendo alla Romita al carissimo amico padre Ireneo e lui non riusciva a capacitarsene...abbiamo parlato a lungo, Ireneo sa bene cosa sia la Romita, qui lo vedete con una maglietta del cammino addosso, quando fece una sorpresa ai "suoi ragazzi" in cammino, i ragazzi della Comunità di recupero di ragazzi con problemi di dipendenze che lui manda avanti da anni. Erano in cammino, due gruppi diversi lo hanno fatto due volte e, quell'estate nel 2009, arrivarono alla Romita e Ireneo si fece trovare lì ad attenderli. Ireneo al telefono mi diceva: "I miei ragazzi erano estasiati dal posto, dall'accoglienza, dalla preghiera lì, dal calore e apertura di Bernardino...un luogo speciale, un grande abbraccio."
Ireneo ha provato a chiamare Bernardino ma è via per qualche giorno e sono sicura che lo farà quando ritorna...parlando con lui mi ha detto di andarmi a cercare il documento sulla nuova evangelizzazione del sinodo dei vescovi dopo avermi letto quello che qui riporto perchè parla proprio di luoghi come la Romita...e allora, come si può voler chiudere un luogo come la Romita? Come si può sospendere un frate come Bernardino?
La Romita non è precisamente quello che i Vescovi auspicano? E' disobbediente chi vuole stare in un luogo che segue le direttive del Sinodo? Veramente sono le solite logiche...come quelle della chiusura dell'ostello ad Assisi...logiche incomprensibili, logiche non cristiane...e, a proposito di questo voglio raccontarvi un fatto emblematico che mi è stato raccontato ieri da una persona che accoglie i pellegrini prima di Assisi...mi ha raccontato di una pellegrina che ha dormito da lei, faceva il cammino da su a nord per cui è passata prima da Assisi e poi da lei. Questa pellegrina solitaria e affidata alla providenza, faceva il cammino pregando, decisamente un pellegrinaggio cristianissimo (direi canonico) arrivata ad Assisi a cominciato a bussare a tutti i conventi ma nessuno la accoglieva poi, bontà loro, delle suore finalmente l'hanno accolta ma, a cena, l'hanno messa in un cantone, lei non era come gli ospiti paganti. Lei ha ingoiato questa "Perfetta Letizia" ma non ha potuto fare a meno di notarla e ha detto: "Lungo tutto il cammino sono stata accolta ad Assisi è stato difficilissimo...proprio ad Assisi!" Ecco qua, questo è solo un esempio ma quanti altri in questi ultimi due anni hanno vissuto la stessa esperienza? E allora, tutti coloro che l'etichetta di cristiani se la mettono ben in vista mi hanno da spiegare cosa questo poi voglia dire! Io le etichette non le voglio e c'è tanta gente senza etichetta che è cristianissima nei fatti...e ritorna la frase del beato Egidio: "Bo, bo, bo molto dico e poco fo" Alla Romita si fa e le parole, le preghiere che si dicono lì si basano su quel FARE se no...sono tante belle chiacchiere e nulla più e di chiacchiere di tutti i tipi nessuno ne può più.

Approvato all'unanimità il Messaggio del Sinodo dei Vescovi

Venerdì 26 Ottobre 2012
...Torna nuovamente sulle nostre labbra la parola della gratitudine, ora rivolta a quanti, uomini e donne, che dedicano la loro vita, nei monasteri e negli eremi, alla preghiera e alla contemplazione. Ma abbiamo bisogno che momenti contemplativi si intreccino anche con la vita ordinaria della gente. Luoghi dell’anima, ma anche del territorio, che richiamino a Dio; santuari interiori e templi di pietra, che siano incroci obbligati per il flusso di esperienze in cui rischiamo di confonderci. Spazi in cui tutti si possano sentire accolti, anche chi non sa bene ancora che cosa e chi cercare.

sabato 10 novembre 2012

Notizia bomba, nasce l'ordine dei ROMITANI

....e dopo che Luciano mi ha telefonato per darmi la notizia e mandato l'articolo che segue, nel freddo della sera per evitare che cadesse la connessione, gli occhi fissi sulla Basilica di Francesco ho telefonato a Bernardino esordendo: "Ho appena avuto la notizia bomba...dimmi!"
E dall'altra parte del telefono c'era il nostro Bernardino di sempre, allegro, con la voce tuonante, ottimista, giovane per sempre. NO, NON SE NE VA DALLA ROMITA, LO SBATTONO FUORI DALL'ORDINE PERCHE' NON VUOLE LASCIARE QUEL LUOGO BENEDETTO DA DIO CHE TANTO FA PER TUTTI E LUI...RIMANE LI' gran bella notizia per tutti noi, per i pelegrini e tutti che salgono lassù e lì vi si arenano perchè lì c'è qualche cosa di speciale, come diceva lui al telefono: "per i pellegrini che trovano qualcosa di speciale qui." E allora, felice come lui, gli ho detto: "Del resto Francesco era un laico, no?!" E lui mi ha risposto: "Fondiamo un nuovo ordine senza bisogno di approvazioni, non ce n'è bisogno, informerò tutti "per conoscenza" abbiamo già la parte superiore dell'abito, vedessi che bello! Moderno, di lana, pratico..." E allora gli ho detto: "Bernardino devi fondare il terz'ordine dei Romitani, si chiamano così, voglio essere la primaaaa! Mica per niente il mio email è Jacopadue!" E lui mi ha detto, benissimo, sei una Romitana."
Uahooo che bello! E lui ha aggiunto:
"NON CI SARANNO VOTI MA VOTATI" geniale!!
la benedizione del Cielo è che la Romita è privata e così nessuno può sbatterlo fuori di lì! VERAMENTE QUI C'E' LO ZAMPINO DI DIO nessuno può impedire ad uno che vive in una proprietà privata di accogliere e stare lì a modo suo! Ci saranno nuove liturgie...private, senza tante letture che lui definisce illeggibili, nuovo tutto e libero, libero di essere francescano nel più profondo dei modi. SIA LODE A DIO!
Poi gli raccontavo del mio blog precedente e di come si dica che la GRATITUDINE sia l'energia che combatte e annula la depressione e lui mi ha risposto: "Io sono grato per quello che mi sta succedendo, è una opportunità di vita, dopo 57 anni da frate questa è l'opportunità per fare qualche cosa di nuovo, per andare avanti, per essere di nuovo giovane, io non ce l'ho con nessuno, ringrazio per questo! Mi hanno fatto un regalo"
SIA LODE A DIO NEL PIU' ALTO DEI CIELI!!! Una notizia così mi ha veramente risollevato il morale GRAZIE BERNARDINOOOOO!!! dalla tua felice consorella Angela Maria Maddalena "Votata senza voti"
 ps la foto è della Messa strepitosa del 7 ottobre, la Messa per la Festa di San Francesco la domenica dopo, eravamo in 600! Non abbiamo bisogno di Messe canoniche, abbiamo bisogno dello Spirito e quello, lassù, è in abbondanza e non finirà mai! EVVIVA!!!


L'articolo:

TERNI - La rivolta dei fedeli è già scoppiata sul web. Fra' Bernardino cacciato dall'Ordine dei Frati Minori perché non vuole rinunciare alla vita francescana del convento che lui ha ricostruitoda un rudere sulla montagna di Cesi, non si comprende. «Si informa che la congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, con decreto del 23 ottobre, ha confermato il decreto di dimissione dall’ordine dei frati minori emesso il 17 maggio dal ministro generale dell’ordine nei confronti del Reverendo padre Bernardino Greco. Questa diocesi informa che padre Bernardino è da considerarsi sospeso a divinis e non può celebrare la Santa Eucarestia e gli altri sacramenti».


Una comunicazione, quella affissa nella bacheca della chiesa parrocchiale di Acquasparta, che non è passata inosservata. E che è suonata come un pugno allo stomaco per quanti, e sono tantissimi, raggiungono dopo un’ora di marcia a piedi L’Eremita di Cesi, quell'angolo di paradiso realizzato da Fra’ Bernardino.

L’indignazione per quelle poche righe che, se non ci saranno ripensamenti, tolgono al frate che ama San Francesco la possibilità di dire messa e celebrare matrimoni, battesimi e altri sacramenti, corre veloce su facebook. In tanti si chiedono il perché di questa decisione, ma la risposta sarà più semplice del previsto.

Intanto perché la diocesi di Spoleto-Norcia fa sapere di aver solo reso pubblico un provvedimento preso dall’ordine dei frati minori dell’Umbria. E poi perché è proprio fra’ Bernardino a raccontare cosa sta accadendo.

«I miei superiori vogliono che lasci l’Eremita e vada a Terni per fare vita di comunità - dice con la voce serena di chi ha già deciso - ma io questo passo non lo posso fare. Nell’agio mi sento a disagio, lasciare questo eremo vorrebbe dire tradire la mia coscienza e le persone che hanno creduto in me e in questo luogo».

Frate Bernardino Greco, francescano, testimone di una fede d’altri tempi, è l’unico religioso a vivere stabilmente in questo luogo che vent’anni fa era un rudere abbandonato. Ci vive con gli animali che accudisce con amore, accogliendo le centinaia di persone che vanno a trovarlo per pregare e condividere la sua straordinaria serenità sostenuta da una grande fede. «San Francesco non ha niente - dice - povertà è libertà. La povertà è una ricchezza. Essere poveri vuol dire essere liberi, non avere condizionamenti, non avere vincoli. Non si tratta solo di povertà materiale ma anche affettiva, psicologica. Una povertà che è libertà e mi spinge a restare».

L'eremo nei boschi di Torre Maggiore, meta quotidiana di pellegrini che percorrono la via Francigena che da Assisi porta a Roma, fra’ Bernardino l’ha costruito dal nulla. Il silenzio interrotto dal suono del salterio e dalla preghiera, le giornate scandite da un tempo senza tempo che richiama gente da tutta Italia. E il sorriso accogliente di un frate convinto che sia questa la via indicata da Francesco. «Non posso lasciare l’Eremita e andare a Terni, la mia è una vita che corrisponde perfettamente a quella di San Francesco - ripete - non posso fare questo passo e aderire all’ordine dei miei superiori. Andar via significa andare contro la mia coscienza, la mia dignità e la mia vocazione. Per questo mi sono ribellato, per amore della mia vocazione e per questa gente che mi ha seguito e aiutato a realizzare tutto questo e che non possono deludere».


aggiunta dopo aver scartabellato le "FONTI FRANCESCANE", sapevo di averlo letto, questo brano è tratto dalle Amonizioni di San Francesco ed è parte del paragrafo sull'obbedienza e mi sa che quello che dice Bernardino sia proprio in linea!:

[150] Se poi il superiore comanda al suddito qualcosa contro la sua coscienza, pur non obbedendogli, tuttavia non lo abbandoni. E se per questo dovrà sostenere persecuzione da parte di alcuni, li ami di più per amore di Dio. Infatti, chi sostiene la persecuzione piuttosto che volersi separare dai suoi fratelli, rimane veramente nella perfetta obbedienza,

lunedì 23 luglio 2012

collaborare per far conoscere i cammini

Ho appena ricevuto dall'amico Marco Fazion, creatore di "Il Cammino degli Angeli" da Roma ad Assisi, i segnalibri (la foto è del fronte e retro...ma non c'è un retro, sono due fronte!) che si sono pensati insieme per far conoscere i nostri Cammini: Lui li inserirà nelle sue guide, io li spedirò con le credenziali...così vi ritroverete nella busta anche il segnalibro per marcare la tappa del giorno! Con i seri si collabora e il cammino di Marco, che non ho personalmente fatto, (forse partire dal Vaticano si potrebbe...lo si lascia alle spalle, eh eh, voi sapete che che io ho un'allergia all'arrivo a Roma no?) ma che amici hanno percorso, è un gran bel cammino percorribile, ovviamente, anche all'inverso, partendo da Assisi....per coloro a cui non viene l'orticaria ad arrivare in piazza San Pietro.

...e parlando di pellegrini sta mattina ho ricevuto un sms da Manuela e il giovane Leo che erano al riparo dalla pioggia nella cappelluccia dedicata a Maria, fra Stroncone e Greccio! (mannaggia, piove a nord, piove a sud e qui manco una goccia, cielo grigio, vento e piante assetate)...E dire che avevano detto che avrebbero fatto basta alla Romita di Cesi...ma i cammini sono come le cigliege e uno continua a mangiare tappa dopo tappa. Li ho chiamati e mi hanno raccontato di bellissime Dio-incidenze, di come da Bernardino sia stato tutto magnifico, di come (udite, udite) i Frati di Stroncone li abbiano ospitate e quelli dello Speco di Narni abbiano preparato panini per loro (mi sa proprio che questa coppietta di mamma e figlio sia proprio benedetta!). Pensate, mi hanno raccontato che a Collescipoli il nuovo parrocco non li ha voluti ospitare ( il posto c'è...c'era con il parroco precedente) ma che un ristoratore impietosito al loro dire che avrebbero piantato la tendina e che gli bastava un piatto di pasta in due da portare via, li ha fatti sedere a tavola, li ha rifocillati e accolti in una camera con doccia, per nulla (Dio lo ricompenserà! Ne sono sicura) ...io non credo in un Giudizio Divino, credo che Dio sia totale e completa Misericordia e che abbia una totale e completa pietà di noi ma, credo, quello che molti dicono: che alla fine della vita rivedremo il film dell'intera vita srotolarsi all'incontrario e che saremo noi stessi a rivedere tutto...e che sarà bruciante rivedere specialmente tutto ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, più di quello che abbiamo fatto malamente da poveri, imperfetti esseri umani, "l'omissione" quello che si chiama "peccato di omissione" mi pare la cosa più tremenda da rivedere...chi vuole intendere intenda!
Sta sera arriva qui da me il carissimo amico Alessandro Cannavò, pellegrino e "giornalista dei pellegrini" riparte da qui per completare il suo Cammino con le tappe che gli mancano: Assisi-Greccio, sarà bellissimo stare un pò con lui! Il cammino mi ha regalato tantissime amicizie preziose...i Cammini fanno anche questo! Come siamo fortunati!

sabato 7 aprile 2012

..segni a nord e segni a sud...

...e mentre si segna a sud Oreste e Antonio hanno segnato a nord del Cammino con le Ali, queste foto sono state fatte vicino a Tornimparte, la tappa prima dell'Aquila, ma Oreste è andato oltre senza fare foto per cui, ora, anche se i segni ovviamente non sono tantissimi, manca solo uan fetta di Abruzzo e una di Molise...ma i pellegrini non si perdono lo stesso e questo mi fa un grande piacere. Francesca ieri sera era dal mitico fra Nicola a Torremaggiore che mi ha telefonato dopo cena raccontandomi che se ne stavano lì vicino al fuoco e Francesca è felicissima e mi ha raccontato che l'accoglienza in Molise, e ora in Puglia, è caldissima e che i frati di Toro e la signora Pina di lì se la litigavano per ospitarla, mentre Angelo, il sindaco, ci ha tenuto molto a timbrarle la credenziale...insomma, ancora una volta andando verso sud le atmosfere divengono sempre più calde e accoglienti e non potete immaginare quanto questo mi faccia felice.


Intanto al centro, qui, sono arrivati ieri 17 pellegrini tedeschi e austriaci cappeggiati dal canterino Dieter e oggi verranno a casa mia a battere il solito Guiness dei primati...18 persone nel mio salottino sono proprio da Guiness! Dieter inizierà il corso-ritiro di canto da Bernardino alla Romita domani e ne faranno parte 4 tedeschi e 4 italiani...e fra gli italiani ce ne sono due che suonano benissimo la chitarra e cantano altrettanto bene....musica alla Romita! Chissà come è contento Bernardino!

Da me sta sera arrivano Elena e Nicola, cari amici hospitaleri che avendo poco tempo, hanno fatto solo 3 tappe (avevano già fatto da La Verna ad Assisi anni fa quando poi si fermarono ad aiutarmi) passeremo la serata insieme andando alla Messa della notte alle Carceri (speriamo non piova perchè se no addio fuoco!) E poi domani staremo ancora insieme fino al pomeriggio quando ripartiranno...insomma, la stagione pellegrina è iniziata e ha ragione Panikkar quando dice che non è vero che il tempo è misurabile...se penso che la "Perfetta Letizia" è stata chiusa solo un anno e mezzo fa mi sembra impossibile che sia così poco...due primavere fa ero là a fare pastiere e Dieter avrebbe dormito lì con i suoi 17...vedremo, chissà che la Pasqua futura non ci sia la Ruah!!! Smetto di scrivere...al solito sto facendo le grandi manovre di pulizia di casa mia...ho troppi "ciaffi" (bolognese per chincaglierie) e la casa giapponese rimane il mio ideale teorico...perchè riuscirei a riempirla per cui...andiamo avanti nella battaglia alla polvere, è il mio destino! Ciaooooo







lunedì 27 febbraio 2012

gli sposi pellegrini di ritorno...

























sono arrivati ieri sera di ritorno dal loro cammino che si è concluso, in realtà e solo per ora, allo Speco di Narni. Felici, gioiosi abbronzati dal solettino invernale, carichi di belle esperienze, di incontri importanti, di Dio-incidenze che, credo, si siano meritati perchè sono loro i primi ad andare incontro alla gente. Una sola ombra, l'accoglienza dei religiosi...si domandavano: "Ma perchè i laici ci hanno aiutato in tutti i modi e i religiosi dei luoghi loro dove abbiamo dormito ci chiedevano soltanto, e freddamente, quanto dovevamo per la notte manco chiedendoci chi eravamo e, tantomeno, chiedendoci se avevamo bisogno di un bicchier d'acqua?!" Vecchia storia questa...vera in ogni cammino con rare e luminose eccezioni. Bernardino non c'era, ma alla Romita sono stati comunque accolti alla grande da un ragazzo che vive lassù ora (questa è una delle eccezioni luminosissime.) Quando si "istituzionalizza" l'essere "cristiani" diciamo così, perchè, in realtà non c'è neppure bisogno di scomodare Gesù Cristo per essere umani, accoglienti, interessati all'altro...dicevo quando la cosa diviene "istituzione" pare che quel poco di umanità scompaia del tutto...Scott Peck definirebbe la cosa: "Religione compartimentalizzata"...i "Cristiani della domenica"...nei conventi e monasteri uno potrebbe dire: "cristiani dei momenti di preghiera" inframezzati dalla totale indifferenza a ciò che si è detto e pregato qualche minuto prima, oppure, compartimentalizzato nei pensieri e non nei fatti...cosa che ti fa pensare che stare lì nel convento sia solo un'abitudine, un modo per sbarcare il lunario con pure uno status che crea rispetto, che crea una casta separata dove il domandarsi il perchè si sia lì è una domanda forse sepolta, se mai c'è stata, in un lontanissimo passato di vocazione giovanile che non è più vitale....triste, una realtà...e c'è da notare che questo non viene rilevato da chi non è credente o persino praticante ma proprio da loro, da quelli, come questi ragazzi, che bussano alla porta del convento con il cuore aperto, bravi ragazzi cattolici che, perciò, vengono feriti da questa inidifferenza e la ferita è più grande di quella che viene inferta a chi non si aspetta niente da chi veste un abito...(e per fortuna che, nel loro caso, hanno accanto un francescano "a tutto tondo" come padre Ireneo che fa ancora prima di dire, per cui, poi, quando "dice" le sue parole hanno un peso e una verità che apre i cuori di tutti, anche di quelli che se ne erano andati a gambe levate dalla Chiesa)...triste, poi vi dirò, ma sto vivendo una cosa di questo tipo all'ennesima potenza, dove il mio "spingere" perchè chi si definisce "cristiano consacrato" faccia un minimo per dimostrarlo, viene definito diabolico, io, sono definita "diabolica", sì avete capito bene, diabolica per farlo e non mi si vuole neppure parlare e si raccontano pure un mare di fandonie su di me...mah, devo avere un edizione del Vangelo pubblicata solo per me, in circolazione in questi "Luoghi Santi" devono esserci edizioni diverse...il mio "Vangelo" deve essere publicato dal diavolo....mah, andiamo avanti, ma come può una Chiesa così poi lamentarsi degli abandoni? Esite ancora fra di loro quello che si chiamava "esame di coscenza"? Esistono specchi in cui guardarsi e domandarsi se quella mancanza di sorriso non sia poi quella che fa fuggire la gente?...Leggete "Il rifugio" è un altro "libro diabolico" perchè "troppo cristiano"...ho dato agli sposi una copia del libro da portare ad Ireneo...sono convinta che gli piacerà molto e aspetto i suoi commenti...la "diabolica" è troppo in sintonia con questo "luminoso frate" per essersi sbagliata!

martedì 21 febbraio 2012

i nuovi sposi, pellegrini invernali!















sono arrivati ieri, giovani Silvia 24 anni Matteo 29, una bella coppietta entusiasta e gioiosa appena sposata dal mitico Ireneo. Sono di Villaverla, della campagna collinare di Vicenza. Tutti e due amanti della montagna, del freddo, per questo si sono sposati d'inverno e per questo, come prima parte del loro viaggio di nozze, sta mattina sono partiti alla volta di Greccio dove interromperanno il cammino per poi godersi una settimana più confortevole di viaggio di nozze in Umbria. Veramente una presenza dolce nella mia casetta invasa dai gatti e riscaldata da una stufina in cui la legna verde ha rischiato di combinare un macello creando catrame (ma questa è un'altra storia di cui vi dirò collegandomi a quello che sto traducendo sull'integrità). Sta mattina li ho accompagnati alla partenza della tappa, il tempo è grigio e incerto e il Subasio è avvolto da una nube per cui li ho consigliati di fare la via bassa "La via degli ulivi," non certo bella come la tappa del Subasio ma, del resto, che senso aveva arrampicarsi sul monte fra ghiaccio e fango per non vedere nulla? Torneranno nella bella stagione a fare quella tappa, siamo diventati amici e la casetta è sempre qui per cui...e allora buon cammino sui sentieri e buon cammino nella vita giovani amici!



Alla Romita li aspetta Bernardino con cui hanno avuto una splendida telefonata, e chi lo dubitava? Hanno un buon sacco a pelo e Bernardino ha detto loro che scalderà una camera (come?) per farli dormire al caldo, in più le previsioni danno bel tempo per i prossimi giorni per cui va tutto bene. Li rivedrò domenica quando torneranno qui per recuperare la macchina...sono proprio tanto cari!

lunedì 29 agosto 2011

...Francesca verso l'Aquila...

poco fa Francesca, pellegrina sopra i 70, mi ha telefonato da un'ombra con di fronte questa magnifica visuale, ha passato ben 3 settimane alla Romita di Cesi ad aiutare il mitico Bernardino "sempre più agguerrito", come diceva lei , settimane splendide con montagne di piatti da lavare e splendide comunque e poi...si è messa in cammino da Cittaducale per giungere all'Aquila. Mi ha chiamato dicendomi: "Grazieeee che magnifico cammino!" Sono felice per lei, felice per i pellegrini del nuovo cammino che sono le teste di ponte, i primi! Lei mi diceva: "Si va meglio senza segnali..." Poi ci sarò chi dirà: "Non si va senza segnali" e altri che diranno: "Troppi sentieri" e di seguito chi dirà: "troppo asfalto"...e la danza continuerà.
Ieri a Monte Sant'Angelo è arrivato Giacomo che ...non ha trovato il testimonium ad aspettarlo...il rettore è in Polonia e il meccanismo molto semplice di consegna del testimonium si è inceppato...ma è, ovviamente, colpa mia perchè ho detto che si trova nella grotta...pare che la cosa si stia sistemando dopo varie mie telefonate...e la danza continua! Buon cammino a tutti!

lunedì 1 agosto 2011

che bella la Romita!


ogni tanto, anzi spesso, apro il mio sito e trovo sorprese e sono sempre belle...così sta notte ho guardato e ho trovato l'album fotografico di Antonio di Verona che ha passato alla Romita 20 giorni ad aiutare Bernardino...che bello!
Bello il suo aiuto e bellissime le foto che vi invito ad andare a vedere, basta clikkare sull'avviso in alto a destra della homepage...
meno bello il pensiero che mi è venuto pensando al destino di quel luogo...ho pensato al dolcissimo Cerbaiolo che era assieme alla Romita un grande punto di forza del Cammino e che ora i pellegrini definiscono un buco nero...accoglienza fredda e pesante, attese interminabili fuori dall'Eremo, lunghe farneticanti prediche di chi si crede chissà chi e che non sa nemmeno vagamente accogliere come faceva Chiara, l'ostello sporco e pure il chiostrino dell'eremo...insomma una tristezza....e non voglio pensare alla Romita una volta che Bernardino non ce la faccia più a vivere lassù...perchè questi posti dello Spirito rischiano o finiscono così tristemente?! Facciamo qualche cosa!! Chiedo a chi ha avuto una "esperienza difficile" a Cerbaiolo di scrivermi raccontando, conovoglierò poi tutto a chi può fare qualche cosa per salvare Cerbaiolo
PELLEGRINI AIUTATEMI COSI' A FARE QUALCHE COSA PERCHE', SE NO, SEMBRA CHE SIA SEMPRE E SOLO IO CHE MI LAMENTO DI QUEL LUOGO PER COME E' ORA COSI' MAL GESTITO...PRENDETEVI LA RESPONSABILITA' DI SCRIVERE LA VOSTRA ESPERIENZA SIATE COSI' PARTE ATTIVA NEL MANTENIMENTO DEL CAMMINO...IO NON POSSO FARE TUTTO DA SOLA!!!! e poi, quel tipo là, definito...un consacrato, racconta pure balle, mi ha trattato al telefono con una tale arroganza e cattiveria arrivando pure a dire che Chiara, la mia amica Chiara, non mi poteva soffrire...io di fronte a questa massa di balle del "consacrato" non ho potere se voi non mi aiutate! Sono arrivata alla minaccia di denunciarlo per omissione di soccorso, ha lasciato fuori due ragazzi stranieri alle 19 sotto la pioggia e loro sono arrivati al Viamaggio al buio sotto l'acqua alle 23...per poi negare tutto al telefono....se accade un'altra volta lo denuncio! Parola! Ma voi aiutatemi...
LE VOSTRE TESTIMONIANZE POSSONO SALVARE UN LUOGO CHE ERA MAGICO E CHE NON LO E' PIU', MI RACCOMANDO!!!

domenica 3 luglio 2011

Ultimo giorno per...

richiedermi la credenziale prima che io parta, domani spedisco le ultime poi se ne riparla dopo il 15 LUGLIO. Ripeto: Alla Verna le hanno per quelli che partono in luglio. Se partite in agosto faccio a tempo a spedirvele io al mio ritorno.
Per favore, please, por favor, bitte non mi chiamate per le credenziali dal 5 al 15 Luglio...tanto non vi rispondo! Ma mi evitare di scrivere messaggini del tipo: "sono all'estero richiamami dopo il 15"
La tentazione sarebbe di lasciare il telefonino a casa ma ne avrò bisogno là per cui...
Ieri sera sono stata con un gruppo di pellegrini tedeschi, veramente un bell'incontro, uno degli organizzatori è un giovane uomo che ha aiutato a ricostruire la Romita di Cesi, il loro paese è gemellato con Todi e lui fa parte di un coro che andò a Todi a cantare e così conobbero Bernardino proprio quando stava per: "Disobbedire per obbedienza"( così disse lui ai 60 giovani farti e a me quando andammo alla Romita per presentare alle giovani leve il cammino...bellissima giornata che alcuni di loro ricordano in modo strano...pare che io dicessi cose non in linea...così mi è stato detto, ma mai nessuno mi ha detto cosa e io non ricordo proprio cosa dissi...ma Bernardino, quel giorno, era fuori di sè dalla gioia, saltellava cantando le Laudi di Jacopone da Todi e disse...quello che ho scritto sopra facendo eco a san Francesco che diceva che se l'obbedienza richiesta va contro la volontà del Cielo il frate è tenuto a disobbedire! E così la Romita fu) perchè l'Ordine gli aveva detto di no ma lui continuò nel suo sogno di ricostruire la Romita e se ora lassù i pellegrini a volte si "arenano" perchè lì respirano vera aria francescana, è tutto merito di quella santa disobbedienza...e di tutti quei ragazzotti tedeschi che si misero al lavoro con lui e con i tanti del luogo che aiutarono perchè la Romita era da salvare!
Così questo bel gruppo di pellegrini tedeschi terminerà il proprio cammino da Bernardino a cui continuo a mandare baci via pellegrini, sono felice per loro che scavalcheranno il Subasio in questo bel giorno di sole lavato dalla pioggia. Smetto qui, mi do a gli stiramenti delle cosine da portare in Germania...poche, si vola con la Rayanair e io Marisa ci porteremo le borse di Gerusalemme (una fantastica borsa che si allunga e che ha pure le ruote, comprata a Ramallah)
Ciaoooo e buona domenica a tutti!

martedì 31 maggio 2011

la Visitazione...il cammino meditativo...e con le ali ai piedi

questa è l'immagine della Visitazione che in assoluto prediligo, quella del Pontormo, amo moltissimo i suoi colori impossibili (la riproduzione qui non è fedele ma è molto difficile riprodurre Pontormo) amo la levità delle sue penellate e...amo la Festa della Visitazione perchè si lega alla preghiera della Chiesa che, dopo il Padre Nostro nella versione tradotta da padre Vannucci, amo di più: il Magnificat. Preghiera piena di forza dell'umiltà vera che è forza...e poi amo qusta festa perchè è una data importante per me, è un incontro di "due incinta" che si sono incontrati perchè...hanno riconosciuto l'uno la luce dell'altro e...incinta del Cielo si può esserlo in vari modi e gli incontri sono a volte magici perchè frutto di un'attrazione superiore, luminosa e misteriosa...per cui, un tempo il 31 maggio era sant'Angela Merici ed era il mio onomastico ed ora...continua ad essere una mia festa.
Il Cammino Meditativo...mi sono accorta che non ve ne ho parlato ed ora, i meditativi, sono fra Stroncone e Greccio...gran bel gruppo molto misto: brasiliani, italiani, italiani di Germania e Stati Uniti...ogni sera Marisa mi chiama e le notizie sono sempre di grande gioia e unità, punto di grande forza è stata la sera alla Romita di Cesi, ne sono ripartiti piangendo, una signora brasiliana ha detto: "Difficile partire di qui, qui si respira vera aria francescana, Bernardino è un vero, grande francescano..." Ora, in più, la Romita splende perchè c'è una signora svizzera che l' ha tirato a lucido e ogni volta che Bernardino accende il generatore se ne va in giro con l'aspirapolvere e tutto è pulito e spolverato modello Svizzera...ci credete?! Sono contenta per Bernardino aveva bisogno di una mano di qualcuno che l'aiutasse in pratica così lui si può dedicare appieno ad essere quello che è UN FRANCESCANO D'HOC...uscito da uno dei primi racconti dei primi amici di Francesco...a proposito, mi sto leggendo il libro di Chiara Frugoni: "Vita di un uomo: Francesco d'Assisi" edizioni Einaudi, è un libricino densissimo e scritto talmente bene e in modo discorsivo da essere per tutti e, nello stesso tempo, assai serio storicamente, si sente che è una donna a scrivere, una storica che scrive e ci sono spunti di lettura inediti...ci ho fatto le 4 a leggere come se non sapessi nulla della storia di Francesco! La prefazione è del grande storico Jacques Le Goff e se lui ne è entusiasta si può star certi che è un gran libro! Ve lo consiglio!
Con le ali ai piedi...oggi spedisco la credenziale n° 66 specifica per questo nuovo cammino, non è fantastico?! E sul cammino ci sono già pellegrini che mi informano ogni tanto di come sta andando, insomma il cammino è partito! Oriano ha già fatto la pagina (sito) del nuovo cammino, il sito rimane www.diquipassofrancesco.it ma si sta sdoppiando in modo che si possa passare da un cammino all'altro...in realtà dalla prima parte del cammino alla seconda perchè il CAMMINO E' UNO: DALLA VERNA A MONTE SANT'ANGELO!! Stiamo già pensando per quest'altr'anno di organizzare un Cammino Meditativo su questa nuova parte...unico problema lo sdoppiamento di quei due esseri speciali di Marisa e Patrizia...abbiamo bisogno di clonarle o di trovare altre guide come loro!!....Vedremo, quest'anno Marisa che tutti gli anni prepara nuovi spunti di meditazione, l'anno scorso erano i Salmi di Cammino, ha fatto un gran lavoro studiandosi le piante, gli alberi, i giardini nella Bibbia e nbel Vangelo e il loro significato simbolico, spero poi di mettere sul sito questo suo lavoro....insomma va tutto benissimo e...i pellegrini camminano...in tutto dall'inizio di gennaio ho già spedito 850 credenziali...non male vero?! E chissà che quest'altr'anno non ci sia la Ruah...mi sto rimettendo al lavoro per cercare un luogo e conto proprio di trovarlo...Ciao pellegrini e buon cammino sempre!

domenica 27 marzo 2011

Il concerto...bellissimo, entusiasmante, pieno di gioia!








che cosa magnifica il concerto! Veramente è difficile spiegare quanta energia fluiva da questi bei ragazzi che sono venuti da lontano per usare i loro grandi talenti per il Sogno che si sogna qui! Sono andati via da poco e, non so come ringraziarli tutti quanti per la Bellezza che ci hanno regalato! nelle foto vedete: Margherita alla viola, Giulia alla tastiera, Vincenzo alle percussioni, e la grande Erika che, nella foto canta ma che ha suonato anche il suo violino e le "mie sorelline" Serena, Roberta e Marina...ma la musica non c'è ed era bellissima!
La chiesa era piena e il pubblico attento e partecipe fra di loro anche il nostro caro Bernardino venuto apposta e a sorpresa dalla Romita con tanti cari amici pellegrini. Poi c'è pure stato Giovanni, il pellegrino hospitalero che ospita in un bellissimo posto vicino a Cortona che ci ha letto una sua poesia molto bella sul..."Vento" che nella bella chiesa soffiava gagliardo....ora sono stanchissima (sai che novità)...non vi ho detto della fiera che anche quella è stata molto bella e della pizza pellegrina, anche quella bellissima insomma, sono stanchissima ma contenta ciaoooo e grazie ancora musici della Gioia!

lunedì 24 gennaio 2011

La Romita e Bernardino

ho appena ricevuto questo messaggio da un pellegrino, messaggio che contiene l'annuale newsletter di Bernardino...lo ricopio qui così come è, chi ha fatto il Cammino sa che cosa vuole dire l'accoglienza alla Romita per cui, se potete aiutate Bernardino, direi ancor più che con i soldi aiutandolo nell'accoglienza perchè sarà dura per lui accogliere da solo!

Ho ricevuto un paio di giorni fa questo messaggio da Fra Bernardino de La Romita di Cesi in provincia di Terni. Da pellegrino sono stato accolto a La Romita durante due percorsi del cammino di San Francesco dal Santuario di La Verna (AR) al Santuario di Poggio Bustone (RI).
La prima volta a piedi e l'anno scorso in bicicletta. Ho sempre trovato un'accoglienza esemplare: amicizia, disponibilità, comunità. Non mi è mai stato chiesto nulla. Credo sia dovere di tutti aiutare Fra Bernardino che ha rianimato e vivificato una realtà del genere. La Romita, dopo anni di duro lavoro, è stata ricostruita ma Fra Bernardino è rimasto solo.
Chi può lo aiuti col denaro. Chi non può lo aiuti con il lavoro e la presenza a La Romita. Tutti lo possiamo aiutare diffondendo il suo appello. Grazie. U.
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La Romita gennaio 2011

“Non c'è delusione per coloro che confidano in te, Signore”(Dn 3,40)

Il cammino della Romita
Perché ancora parole? Non ne ho già scritte e dette abbastanza negli anni scorsi? La Romita non parla forse da sola? Vorrei tacere, ma quest'anno è un anniversario: sono vent'anni che abbiamo iniziato con la ricostruzione. “Non c'è delusione per coloro che confidano in te, Signore”: 20 anni di Romita (1991-2011), vissuti nella fiducia e guidati da una mano invisibile, ma forte e delicata, sono una conferma che vale la pena fidarsi di Lui, del Signore della storia e della vita. La delusione è sempre frutto dell'illusione. Quando iniziammo il 19 maggio 1991, festa di Pentecoste, non eravamo né illusi né sprovveduti. Nel giorno dello Spirito (del fuoco e del vento) partimmo con il piede giusto. Da quel giorno ci siamo impegnati con forza, fatica e costanza per far risorgere dalle rovine la Romita. E' quindi sicuramente frutto del nostro lavoro, ma è soprattutto opera dello Spirito, che non solo ci ha ispirato l'audace sogno, ma ci ha anche dato entusiasmo, gioia e passione per realizzarlo. Dopo 20 anni non siamo quindi né delusi né stanchi né scoraggiati. Ma grati e fiduciosi. Abbiamo fatto molta strada, ne rimane ancora molta da fare. Chi cammina, forse sbaglia. Chi non cammina, ha già sbagliato.
La Romita è Vita
Caratteristiche della vita sono: movimento, imprevedibilità, instabilità, cambiamento. La Romita è un andirivieni di persone alla ricerca della verità e della felicità, un arrivare e ripartire, un sostare e riprendere il cammino. Per nessuno meta, per tutti tappa. La porta è aperta per entrare, ma anche per uscire. Libertà di venire e di andare. Lo scorso anno eravamo in sei, ora sono solo. La famiglia (Luca e Federica con le bambine Anna e Sara), arrivata nel 2008, è partita nel 2010. Un aiuto e una speranza all'arrivo, una perdita e una delusione alla partenza. Si sente la mancanza, soprattutto delle bambine con la loro gioia, il loro sorriso e la loro spontaneità. Silvia, arrivata nel 2007, è partita nel 2010. Una presenza silenziosa, gioiosa e operosa. Sempre accogliente, umile e sorridente. Un grande dono per quanti l'hanno incontrata. Era venuta per pochi giorni, si è fermata per tre anni. Ha prestato un servizio prezioso e poi se n'è andata per continuare il suo cammino.
E ora come continuare?
In questa situazione di precarietà, la Romita è vissuta sin dal suo inizio. Mai nella sicurezza, sempre nella speranza. Del resto non viviamo tutti nella precarietà? Quali sicurezze abbiamo? Chi conosce il proprio futuro? Le sicurezze non sono forse illusioni? Già il primo anno (1991) gli scettici e i critici mi chiedevano: “E che sarà tra dieci anni? Che succederà, se ti ammali? Chi si godrà tutto questo lavoro?”. “Quando sarà ora, vedremo”- era la mia risposta. Ora, dopo 20 anni di fiducia in Dio, negli uomini e in noi stessi, siamo ancora qui. Guardo al passato con gratitudine e stupore e mi chiedo: com'è stato possibile far diventare realtà l'utopia di allora? Chi mi ha dato la forza di superare i conflitti, le incomprensioni, le umiliazioni, i dubbi, lo scoraggiamento, la fatica, il freddo, la mancanza di strada, di tetti, di porte, di finestre, di luce, di acqua corrente? Nei primi anni sentivo conforto quando nella Santa Messa al vino nel calice si univano anche il sudore della fatica e le lacrime del dolore. Sotto la Croce non sei mai solo, anzi sei in buona compagnia. Oltre a Gesù, ci sono la Madonna, Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e altri ancora. I primi anni sono stati duri e avventurosi, ma belli e affascinanti per la presenza rassicurante del Signore e per l'aiuto di tanti amici. Ora guardo con fiducia e serenità al futuro. La cosa più importante nella vita è vivere nella gioia, nella fiducia, nell'attesa operosa. Non nel rimpianto del passato che non posso cambiare, non nella paura del futuro che non conosco, ma nel gusto del presente (il tempo, lo spazio, la salute, la conoscenza di Dio, gli amici, la musica, la natura, gli animali). Tra le tante incognite della vita il presente è una delle poche certezze che abbiamo. E' quindi saggio viverlo in modo consapevole, gioioso ed operoso. Le preoccupazioni non risolvono i problemi. Ha ragione Gesù: “Non vi angustiate per il domani, poiché il domani avrà già le sue inquietudini. Basta a ciascun giorno la sua pena” (Mt 6,34). Seguendo il suo consiglio vado avanti giorno per giorno nella fiducia e nella fatica. Ma anche nell'attesa che qualcuno s'innamori della Romita . Qualcuno che abbia i requisiti per venirci a vivere: cura, premura e tempestività. La cura presuppone amore per la Romita, per il luogo, per le persone, per gli animali; la premura interesse e attenzione per questo luogo; la tempestività vigilanza,concentrazione e azione al tempo opportuno.
Tra passato e futuro
Il rimpianto del passato e la paura del futuro ci bloccano: rendono amare le gioie dell'oggi, ci guastano la festa della vita, c'impediscono di essere creativi e operosi nel presente. Risultato: apatia, inerzia, frustrazione e a volte anche depressione. Cosa sarebbe stato di San Francesco se avesse avuto nostalgia del suo passato e paura del conflitto con la famiglia e con gli amici, paura di quello che avrebbe detto la gente? E cosa avrebbe fatto Paolo Apostolo se si fosse vergognato di predicare il Vangelo per ché aveva in precedenza perseguitato i discepoli di Gesù? E cosa sarebbe diventata la Romita, se ci fossimo limitati a conoscere e raccontare il suo glorioso passato e a lamentarci del suo stato di abbandono e di distruzione? O se ci fossimo tirati indietro di fronte all'immane lavoro della rimozione delle macerie e ad una improbabile e molto problematica ricostruzione? Se la fede non ci fa superare la paura, a che serve? Chi conosce il Vangelo e segue Gesù è coraggioso. Credere vuol dire esporsi e impegnarsi La Parola di Gesù è un messaggio positivo, che t'ispira, ti stimola la mente, ti scalda il cuore e ti trasmette la passione e la gioia di vivere e d'impegnarti. Ti spinge a superare la comodità, la pigrizia e la paura. Parole tipiche di Gesù sono: “Non abbiate paura” e “Andate”. Il Vangelo (“Buona Notizia”) è un messaggio non di paura, ma di fiducia, di speranza e di vita. Con la sua umiltà, libertà e gioia San Francesco è sulla linea di Gesù: pensa, parla e agisce in modo positivo, creativo e costruttivo. Questo è stato e vuol essere anche lo stile della Romita: non paura della morte, ma passione per la vita; non preoccupazione del domani, ma gioia del presente; non lamento per il disimpegno degli altri, ma impegno per gli altri.

La Romita: progetto di vita francescana
In questo luogo i Frati sono vissuti per 640 anni ed hanno lasciato tracce profonde della loro preghiera, del loro lavoro, della loro spiritualità e cultura. Le idee e le attività che guidarono i Frati, a partire dal XIII sec., nella costruzione del grande complesso, sono rimaste: preghiera, lavoro, canto, vita di comunità, silenzio, meditazione, accoglienza dei pellegrini, vita nella e con la natura. Rispetto al passato la Romita non è più frequentata da Frati con un abito, ma da laici, famiglie con bambini, gruppi di ragazzi, visitatori occasionali, pellegrini. E' un progetto in divenire. Conserva la sua identità in modo dinamico. E' una tradizione viva. Si adatta ai tempi e alle persone. Mentre i primi anni si lavorava sino a 12 ore al giorno e c'era meno tempo per altre attività, ora che la ricostruzione è finita, c'è più tempo per la preghiera, il silenzio, la lettura, la meditazione, la musica, le passeggiate per i boschi e le montagne e l'osservazione della natura. La Romita è un tema francescano con molte variazioni. La vita meravigliosa e affascinante di San Francesco è un dono dello Spirito non solo per i Frati, ma per tutti gli uomini. Il suo atteggiamento di fondo (l'umiltà, la cordialità, la passione per il Creatore, la compassione per tutte le creature, la gioia di vivere, la sua libertà dal potere, dal denaro e dal possesso) ha valore universale e tutti possono capirlo e viverlo.
Progetto controcorrente
Il messaggio francescano, universale e attuale anche per il nostro tempo, è però in netto contrasto con il nostro sistema politico ed economico. In questo sistema tutto ruota attorno al “dio denaro”, al quale vengono sacrificati tempo, energia, salute, affetti. L'uomo è considerato “forza lavoro” e la natura materia da sfruttare al massimo al servizio del profitto. Il progetto della Romita è in controtendenza: mette al centro l'uomo come collaboratore della gioia comune e la natura da amare e rispettare come realtà viva e bella. Non concorrenza spietata quindi, ma collaborazione solidale; non accaparramento egoistico, ma condivisione generosa; non sfruttamento selvaggio, ma uso responsabile. L'uomo non è padrone, ma parte della natura. Al consumismo sfrenato, all'opulenza, al lusso, allo spreco demente, la Romita reagisce con uno stile di vita sobrio ed essenziale. La mentalità “usa e getta” è estranea allo stile di vita francescano. E' una mentalità che genera indifferenza, assuefazione e disaffezione nei confronti delle cose. La povertà è per San Francesco non disprezzo, ma rispetto delle cose; non distacco e indifferenza, ma attenzione e cura. Il benessere, l'agiatezza, la ricchezza, il lusso, l'abbondanza, l'opulenza, il consumismo, lo spreco, le (false) sicurezze, le comodità? Mortificano la creatività, intorpidiscono la mente, raffreddano il cuore, appesantiscono il corpo, rallentano il cammino verso Dio, tarpano le ali alla preghiera, allontanano da chi è nel bisogno. Invece il sacrificio, la vita dura e scomoda, l'impegno e la fatica (della mente e del corpo) ci temprano, ci rendono sensibili e attenti alle sofferenze degli altri. Sono una terapia preventiva contro le malattie dell'anima e del corpo, ci tengono svegli e ci preservano dalla muffa e dalla noia della vita. A quante rinunce, a quanti faticosi allenamenti, a quale disciplina si sottopongono gli atleti dello sport e gli acrobati del circo? Anche la Romita è costata, costa e costerà sacrifici, ma è un'opera bella, grandiosa e meravigliosa! Sull'esempio di Gesù e di San Francesco e per solidarietà con 2/3 dell'umanità che vive nella povertà, la Romita vuole conservare uno stile di vita semplice, di povertà dignitosa e gioiosa. Non dovremmo forse chiederci spesso: “Com'è nato, com'è vissuto, com'è morto Gesù?” E chi vuole seguire San Francesco, non dovrebbe confrontarsi con il suo stile di vita? Non dovrebbe un Frate “sentirsi a disagio nell'agio?”. E' questo forse un programma troppo esigente ed ambizioso? Per conservare identità e dignità in un mondo globalizzato e omologato bisogna distinguersi e fare scelte coraggiose e controcorrente. Ognuno è protagonista della propria fede e della propria vita. Se il singolo non è se stesso, scompare nella massa. E la massa abbassa. La Romita vuole solo essere una proposta. Vuole esserci. Con la presenza e la testimonianza. Intende essere piccola luce nel buio, oasi accogliente nel deserto sterminato, isola solitaria nel mare immenso.
Luogo privilegiato
Oltre che sulla preghiera e sull'annuncio del Vangelo, la Romita mette l'accento su aspetti trascurati della spiritualità francescana: quali il lavoro manuale, il contatto con “sora nostra Madre Terra”, l' importanza e preziosità di “sora acqua”, il fascino di “frate focu”, il contatto, il dialogo, l'amicizia e la convivenza con molti animali. Inoltre, essendo la Romita un luogo con le porte aperte e non avendo la struttura chiusa e rigida di un Convento, può accogliere tutti: famiglie con bambini, persone in difficoltà, non cattolici, non credenti. Ed ha quindi anche il privilegio e la libertà di accogliere gratis i Pellegrini. Un aspetto molto “francescano” della Romita è la ricerca e la cura del bello. Il visitatore viene colpito dalla quantità e dalla varietà di fiori. E' vero che non si mangiano, ma fanno bene agli occhi, alla mente, al cuore e all'anima. La Romita è un'esperienza umana, cristiana e francescana a tutto campo: unisce fede e umanità, mensa eucaristica e tavola imbandita, preghiera e lavoro, cultura e natura, arte e spiritualità, teologia ed ecologia, silenzio e musica, storia e poesia, razionalità ed emotività. E' un progetto di largo respiro, con un orizzonte a 360 gradi. Aperto sul mondo come il Belvedere, slanciato nell'azzurro del cielo come il Campanile. Un progetto gravido di futuro, dagli sviluppi imprevedibili. Ispiratore di questo progetto rimane San Francesco, genio di Dio, innamorato di Cristo e di Maria e della loro povertà, fratello e amico degli uomini, degli animali, degli astri e delle piante, artista della vita e dell'amore, cantore e poeta della bellezza del creato.
L'anno 2010
E' stato segnato da un cambiamento radicale con la partenza della famiglia e di Silvia e dal grande movimento di persone. La Romita attira sempre più gente col suo fascino, con la sua posizione (“isola bianca nel verde dei boschi”), con la bellezza della sua architettura, con la sua energia, con la sua spiritualità. Il mese con più movimento è stato agosto: un gruppo di 80 Pellegrini arrivati tutti insieme (da Solesino - Padova), ragazzi e ragazze capaci, volenterosi e operosi. Si pregava, si cantava e si lavorava con entusiasmo, gioia e forza. E' stato un mese meraviglioso. L'attività più importante e più ricca di stimoli spirituali rimane l'accoglienza dei Pellegrini. Arrivano sempre più numerosi, da diverse nazioni, di diverse lingue e di diverse età. La venuta dei Pellegrini è commovente, incoraggiante, edificante. Essere viandanti è la condizione vera dell'uomo su questa terra. In questi venti anni la Romita è diventata sempre più punto di attrazione, di riferimento e d'incontro per persone alla ricerca di se stesse, desiderose d'impegnarsi per gli altri, bisognose di conforto per la perdita di persone care. E' valsa la pena ricostruirla la Romita, vale la pena continuarla. La vita di tutti noi e il futuro della Romita è nelle mani di Dio. Vado avanti contento e convinto, fiducioso e determinato, con lucidità di mente, calore nel cuore e forza nelle mani. Sostenuto dal Signore e dagli amici. Un grazie di cuore agli amici e collaboratori della prima e dell'ultima ora, Un grazie a voi che vorrete dare un contributo per la manutenzione e continuazione della Romita. Il Signore vi dia Pace!
Con simpatia, gratitudine e amicizia vostro frate Bernardino
Fra Bernardino - La Romita - I 05030 Cesi (TR)
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