sabato 20 dicembre 2014

NON E' PER POLEMICA....

E NEMMENO PER VOGLIA DI PETTEGOLEZZO CHE INCOLLO QUI COSA HO TROVATO IN INTERNET MA PERCHE' CREDO CHE LE PAROLE DEBBANO SEMPRE ESSERE SUPPORTATE DAI FATTI E, QUANTO SEGUE NON SO SE MI FA PIU' PIANGERE O RIDERE AMARAMENTE...se promettete che non vi arrabbierete troppo...leggete tutto, se no lasciate perdere e andate oltre non vorrei rovinarvi la serata...l'ho copiato e incollato qui questo intervento dell'economo generale dei Minori semplicemente perchè...PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE...beh non è cosa da farsi!


Intervento dell'Economo generale dell'Ordine dei Frati Minori al "Convegno Economia: Frati Assisi, lavoro e onestà in nuovo dizionario"
Proponiamo di seguito la relazione dell'Economo generale dell'Ordine dei Frati Minori, padre Giancarlo Lati OFM, al "Convegno Economia: Frati Assisi, lavoro e onestà in nuovo dizionario", svoltosi il 19 giugno scorso al Sacro Convento di Assisi.


Carissimi fratelli e sorelle
prima di tutto il saluto tanto caro a Francesco: Che il Signore vi doni la Sua Pace !
San Francesco ancora oggi è un faro, un punto di riferimento per tante persone, in particolare giovani, per la scelta fondamentale che ha fatto di vivere con tutto se stesso il Santo Evangelo di nostro Signore Gesù Cristo, “sine glossa”. Questa è la più grande novità anche sociale, perché dall’uomo convertito a Cristo nasce la fantasia, la creatività, l’impegno a vivere i valori fondanti della persona umana, a mettere al centro del proprio pensiero, della propria azione, del proprio modo di vivere l’altro: Gesù Cristo e il fratello/sorella.
Così le scelte anche dei suoi seguaci nascono da un cuore nuovo, plasmato dalla grazia di Dio. La sola volontà forse non basta per rinnovare il cuore dell’essere umano. Si può crescere, camminare speditamente, ricercare, ma poi ad un certo, quando si tratta di rinunciare a se stessi e dare la vita per l’altro tendiamo a fermarci.
Ciò è un problema molto serio: pensare ad una economia che metta al centro la “persona umana”, che sappia togliersi di dosso la patina di egoismo e concentrarsi sull’altro è frutto di un cammino di vita e di novità interiore. Ma senza la novità del cuore sarà capace la società di cambiare ? Sarà capace di non ingannare più se stessa ed i suoi esseri umani ?
I seguaci di Francesco ci insegnano nel tempo alcuni elementi portanti che hanno accompagnato i cambiamenti economici epocali:
L’ASCOLTO - I fratelli a contatto con il popolo recepiscono i problemi, si mettono in ascolto della realtà non solo dei poveri ma anche della borghesia emergente, si incaricano di studiare il problema. L’operazione più semplice era quella di criticare, moralizzare i costumi, adeguarsi alla mentalità del tempo, invece si attivano a studiare per dare risposte possibili ai poveri, ai ricchi, ai mercanti, ai politici. Solo una grande capacità di ascolto rende possibile la risposta all’evolversi culturale e sociale nel tempo.
LA LIBERTA’. Avendo scelto di vivere “sine proprio” acquisiscono una libertà da interessi personali o di gruppo che permette loro di creare e pensare a soluzioni geniali (monti di pietà, bene comune, la partita doppia etc…). Ciò è possibile per la libertà che hanno di fronte al denaro, al potere finalizzato all’utilità personale o di gruppo. La loro scelta di povertà e di minorità li rendi liberi di pensare, studiare e dare risposte senza tener conto degli interessi dei pochi.
IL GRANDE AMORE PER L’UOMO. Dice San Bonaventura nella Leggenda Maggiore cap. 9 “...la pietà del cuore lo aveva reso fratello di tutte le creature, così la carità di Cristo lo rendeva ancor più intensamente fratello di coloro che portano in sé l’immagine del Creatore…”. Ogni uomo è fratello e sorella, ogni essere umano creato ad immagine di Dio è amato da Dio ed ha in sé parte del cuore di Dio. Crede fortemente nella potenzialità creativa dell’essere umano di avere pensieri e fare gesti di bene. Lui arriverà come Cristo a dare la vita per l’altro a donarsi gratuitamente e questo lo rende grande di fronte a Dio ed agli uomini. I nostri fratelli nel tempo dimostreranno sempre questa passione caritatevole verso ogni essere umano. Lo dimostreranno attraverso atti, studi, gesti di carità, disponibili a partire per i paesi poveri con grande spirito missionario e lavorare per dare stili di vita, organizzazioni sociali rispettosi di ogni essere umano.
Su queste basi fondamentali si instaura nel tempo l’azione dei francescani.
Ho letto in un articolo che alla fine del ‘300 un francescano ha espresso questa intuizione: “ L’elemosina aiuta a sopravvivere ma non a vivere perché vivere è produrre e l’elemosina non aiuta a produrre”. In questa frase trovo forte l’invito alla responsabilità personale e di gruppo, alla libertà delle persone ed al bene comune che produce felicità.
E dietro a questa intuizione si incominciano a definire dei concetti fondamentali su alcune tematiche come “uso delle cose e del denaro”, “proprietà” “utilizzo”, “possesso”, “bene comune”.
Questi nostri fratelli Individuano il peccato capitale che è “l’avarizia” accostandola a usura, simonia, accumulazione di beni a scopi non produttivi. E’ il peccato di chi pecca contro gli altri, accumula ricchezza per se stesso, non la fa circolare. L’avarizia è “peccato sociale”, che ha delle ricadute negative sull’altro, specialmente il povero. Ho letto che l’avarizia è il peccato per eccellenza e l’avaro identifica l’essere con l’avere; dice “io sono ciò che ho”; identificando il proprio essere con la ricchezza che viene sottratta agli altri e al bene comune.
San Bernardino da Siena nella seconda metà del 1400 dice che l’imprenditore per essere onesto deve essere dotato di 4 virtù: efficienza, responsabilità, laboriosità e assunzione del rischio. I guadagni che ne derivano sono la giusta ricompensa per il duro lavoro svolto e per i rischi corsi. Per contro condanna senza mezzi termini i ricchi, che invece di investire la ricchezza in nuove attività che danno lavoro e benessere ad altri, preferiscono prestare usura e strangolano la società anziché farla crescere. San Bernardino riteneva che la proprietà non appartenesse all’uomo quanto piuttosto fosse per l’uomo come strumento per ottenere un miglioramento sociale. Uno strumento che veniva da Dio e che l’uomo doveva meritare, applicare e far fruttare.
Mi domando oggi: è più importante una “finanza” che produce prodotti inquinati o una azienda che produce beni, valorizza l’uomo e ridistribuisce ricchezza ?.Mi domando ancora: perché non si riesce ad uscire da questa visione economica attuale in cui si è assolutizzato il concetto di profitto e utilitarismo ed abbiamo dismesso in economia i concetti di “reciprocità”, “fraternità”, e “dono” ?.
Ringraziando Dio vi sono alcuni studiosi che cercano di riproporre questi principi fondamentali per una società giusta, felice (è solo dando che noi riceviamo!) e responsabile.
Sembra strano che nel tempo i frati siano stati i fondatori o inventori di banche o che abbiano inventato sistemi contabili come la partita doppia, il bilancio di esercizio come ha fatto Fra Luca Pacioli nel ‘500. Ciò lo si può capire solo se comprendiamo che nel cuore di questi fratelli francescani c’era il desiderio di aiutare i poveri che non avevano accesso al credito o che lavoravano tutta la vita per ripagare interessi usurai o che venivano ingannati nei conti. Si vuole combattere la miseria, ridare dignità alle persone povere.
Questo è un altro fondamento della vita di Francesco e dei suoi fratelli. Francesco era solito dire: “chi tratta male un povero fa ingiuria a Cristo, di cui quello porta la nobile divisa, e che per noi si fece povero in questo mondo”, ed a un frate che fece un’allusione maligna su un povero che chiedeva supplicante l’elemosina gli ordinò di spogliarsi di fronte al povero e di chiedergli perdono, baciandogli i piedi.
I poveri sono e saranno i nostri fratelli privilegiati e dobbiamo fare di tutto perché la povertà involontaria sia debellata, perché si crei una società più equa, una società non conflittuale, una società che sia capace di riconoscere in tutti il volto di Cristo e sappia amarlo.
Un’ultima considerazione: credo che nella finanza in particolare sia necessaria una purificazione del linguaggio. E’ necessario che il linguaggio sia comprensibile a tutti per poter fare delle libere scelte. Molte volte assistiamo che la persona è costretta ad affidarsi ad un intermediario per poter acquistare dei prodotti incomprensibili. Il linguaggio non deve essere ingannevole là viene presentato un prodotto in corpo 12 per gli eventuali vantaggi che ne derivano dall’acquisto e corpo 8 nella descrizione dei rischi e penali.

Vorrei terminare con la preghiera che il cardinale Giovanni Battista Montini nel 1958 ha recitato davanti alla tomba di San Francesco: “E’ possibile, Francesco, maneggiare i beni di questo mondo, senza restarne prigionieri e vittime? E’ possibile conciliare la nostra ansia di vita economica, senza perdere la vita dello spirito e l’amore ? E’ possibile una qualche amicizia fra Madonna Economia e Madonna Povertà? O siamo inesorabilmente condannati, in forza della terribile parola di Cristo: è più facile che un cammello passi per la cruna d’un ago che un ricco entri nel Regno dei Cieli?” Così insegnaci, così aiutaci Francesco, a essere poveri, cioè liberi, staccati e signori, nella ricerca e nell’uso di queste cose terrene, pesanti e fugaci, perché restiamo uomini, restiamo fratelli, restiamo cristiani”. www.zenit.org

Un augurio ai miei Fratelli Frati Minori

Dopo la notizia data al telegiornale ieri della "Quasi bancarotta del Francescani Minori"....sono andata a leggermi in internet la lettera che il Ministro Generale ha scritto a tutti i Minori del mondo e la copio qui...
IO CREDO CHE QUESTA SIA UNA GRANDE OPPORTUNITA' "UN REGALO DI NATALE DI FRANCESCO"...poi ogni cosa che ci capita nella vita dipende sempre da che punto di vista la si legga...AUGUR
O AGLI AMICI FRATI DI "PRENDERLA DAL LATO "PROFONDAMENTE FRANCESCANO" e ritornare liberi come era Francesco! Con tutto il cuore lo auguro ai fratelli che ho sempre sentito miei fratelli! Buon Natale a voi liberi e poveri!
Lettera a tutti i Frati dell'Ordine
Carissimi Fratelli, il Signore vi doni la sua pace!
Nella Lettera agli Efesini san Paolo scrive: “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. Per questo sta scritto: “Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà“. Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi” (Ef 5, 8-15).
Nell’impegno di vivere come figli della luce, io e il Definitorio generale vogliamo portare alla luce una grave situazione in cui la Curia generale dell’Ordine si trova. La questione riguarda la stabilità finanziaria dell’Ordine e del suo patrimonio. Se da una parte la nostra prima preoccupazione è stata e continua a essere quella di verificare la natura, l’entità e le conseguenze di quanto è avvenuto, dall’altra riconosciamo anche il ruolo significativo che alcune persone esterne, che non sono membri dell’Ordine, hanno avuto nella faccenda, che ha portato a questa grave situazione.
Nello scorso mese di settembre, il Definitorio generale ha deciso di intraprendere una serie di passi per condurre un’indagine interna riguardo alle attività finanziarie operate dall’Ufficio dell’Economato generale. È stata creata una sotto-commissione all’interno del Definitorio generale che servisse da organo consultivo. Insieme abbiamo tracciato un percorso che permettesse di raccogliere informazioni affidabili, di identificare potenziali punti deboli ed esaminare tutti i documenti disponibili in modo da giungere a decisioni il più chiare e consapevoli possibile sul miglior modo di procedere per garantire la solidità finanziaria dell’Ordine in maniera coerente con i valori francescani e lo stile di vita che ci appartiene. Abbiamo immediatamente chiesto l’intervento di un team di avvocati altamente qualificati, che stanno ancora continuando a lavorare per l’Ordine. Le autorità ecclesiastiche competenti sono state informate di queste nostre preoccupazioni e, regolarmente, vengono aggiornate sull’evolversi della situazione. In aggiunta, abbiamo spiegato la situazione in maniera breve e, perciò, incompleta ad alcuni Ministri Provinciali e Custodi di alcune Conferenze francescane, cui è stato chiesto anche di essere solidali con la Curia generale attraverso la preghiera e in altri modi significativi. Mi spiace di non aver potuto contattare tutti i Ministri e i Custodi. Chiedo a tutti Ministri provinciali e Custodi la loro comprensione e un contributo finanziario per aiutarci a far fronte all’attuale situazione, che implica anche il pagamento di cospicue somme di interessi passivi.
Una seconda serie di iniziative è stata poi avviata al fine di riprendere il controllo sulle attività economico-finanziarie della Curia generale. L’Economo generale ha rassegnato le sue dimissioni sia dall’incarico di Economo generale che di Rappresentante Legale. Il Vice-Economo generale ha iniziato ad agire come Economo generale facente funzioni e il Definitorio generale ha nominato un altro frate come Rappresentante Legale. Inoltre è stato scelto un terzo frate, esperto in questioni economiche e amministrative, che è stato nominato Delegato speciale del Ministro generale per gli affari economici della Curia generale e ha iniziato il suo lavoro all’inizio del mese di ottobre 2014. All’Ordine è stata data notizia di questi cambiamenti attraverso il sito web.
Questi tre frati hanno iniziato a collaborare strettamente, formando un gruppo operativo, dietro nomina del Definitorio generale; a questo gruppo è stato assegnato un compito con tre obiettivi:
a) verificare la situazione economica attuale in cui la Curia generale si trova;
b) esaminare e verificare i sistemi già operanti di vigilanza e controllo e proporre cambiamenti per rafforzarli e potenziarli;
c) esaminare le attività dell’Ufficio dell’Economato generale dal 2003 ad oggi, prestando particolare attenzione a qualunque operazione potesse suscitare sospetto o preoccupazione.
Questo gruppo operativo ha portato avanti l’indagine in maniera alquanto indipendente rispetto al Ministro e al Definitorio generali, fornendo, però, ad essi su base regolare relazioni e aggiornamenti rispetto ai tre obiettivi sopraelencati. Il gruppo operativo prosegue con il proprio lavoro di indagine.
Dall’investigazione interna sono emersi alcuni elementi importanti. Primo: la Curia generale si trova in una situazione di grave, sottolineo “grave”, difficoltà finanziaria, con un cospicuo ammontare di debiti. Secondo: è emerso che i sistemi di vigilanza e di controllo finanziario della gestione del patrimonio dell’Ordine erano o troppo deboli oppure compromessi, con l’inevitabile conseguenza della loro mancanza di efficacia rispetto alla salvaguardia di una gestione responsabile e trasparente. Abbiamo già intrapreso iniziative appropriate per affrontare queste fragilità. Terzo: sembrano esserci state un certo numero di dubbie operazioni finanziarie, condotte da frati cui era stata affidata la cura del patrimonio dell’Ordine, senza la piena conoscenza e il consenso né del precedente né dell’attuale Definitorio generale. La portata e la rilevanza di queste operazioni hanno messo in grave pericolo la stabilità finanziaria della Curia generale. Queste dubbie operazioni vedono coinvolte persone che non sono francescane ma che sembra abbiano avuto un ruolo centrale nella vicenda. Per questi motivi il Definitorio generale all’unanimità ha deciso di chiedere l’intervento delle autorità civili, affinché esse possano far luce in questa faccenda.
Siamo incoraggiati dall’esempio offerto da Papa Francesco nel suo appello alla verità e alla trasparenza nelle attività finanziarie sia nella Chiesa che nelle società umane. A noi francescani non è richiesto niente meno che dare testimonianza ai valori che professiamo come fratelli del Vangelo e della vita evangelica, valori messi ancor più in evidenza nella recente pubblicazione L’amministrazione francescana dell’economia. Dobbiamo confidare nel fatto che, seguendo il corso della verità, Dio ci guiderà nel cammino di conversione.
San Paolo ricorda proprio a tutti noi, Frati Minori del Vangelo: “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità” (Ef 5,8-9). Invito tutti voi, fratelli carissimi, a vivere come figli della luce. Vi garantisco che io e il Definitorio generale faremo ogni sforzo per assicurare una vigilanza giusta, trasparente ed etica delle attività finanziarie della Curia generale. Inoltre compiremo sforzi impegnativi per far fronte apertamente e direttamente alla grave situazione finanziaria in cui ci troviamo.
Mi rendo conto che molti di voi resteranno assai delusi e scoraggiati di fronte a tutta questa faccenda. Inoltre, nasceranno molte domande, per le quali avete diritto a una riposta. Prossimamente spero di potervi offrire ulteriori informazioni. Sono intenzionato a fare una relazione il più esaustiva possibile riguardo all’intera vicenda durante il Capitolo generale. Nel frattempo, unitamente al Definitorio generale, vi chiedo dal profondo del cuore di pregare intensamente e di sostenerci mentre continuiamo ad affrontare l’evolversi di questa penosa situazione e mentre ci prepariamo a celebrare il Capitolo generale 2015.
Fraternamente, vostro
Fr. Michael A. Perry, OFM
Ministro generale e servitore 
Roma, 17 dicembre 2014

mercoledì 10 dicembre 2014

CHE DELUSIONE IL FRANCESCO NUOVO DELLA CAVANI!


A dire il vero ho visto una puntata e mezzo...sto tentando di vedere in streaming quello che mi manca, per serietà, per poter giudicare nella sua totalità ma si ferma in continuazione e, dai commenti, pare che non sia la mia connessione che non va.
E allora che cosa non mi va in questo Francesco?! Tanto, proprio tanto, manca di patos, manca di poesia, il doppiaggio è fatto male, la musica non vale nulla...gli attori recitano mediamente male, e, quel che più conta, è didascalico, nel senso che volendo metterci dentro tanto le figure sono dei burattini che dicono battute per spiegare...ma se non si è letto un pò su Francesco e Chiara poco si capisce comunque e...il povero Elia? Pare il cattivone del gruppo, non si sa perchè non sia vestito da frate visto che frate era...e poi la moderna storiografia francescana lo sta rivalutando....mentre qui è solo un rompiballe..."Il capitolo delle stuoie" è diventato una sorta di woodstock con folle entusiaste...allora, se si vuole attualizzare la figura di Francesco lo si fa completamente e lo si ambienta nell'Italia di oggi...magari in un campo Rom o alle periferie delle grandi città...e allora ci sta pure la folla dei centri sociali...ma così non è a quei tempi e non ai nostri...insomma direi che questo Francesco (l'attore non fa nemmeno un baffo a Mikey Rourke e nemmeno al dolcissimo Luc Castel) - forse solo Chiara si salva e l'attore di Bastia che fa Illuminato...forse avrebbe fatto meglio lui la parte di Francesco - nell'insieme è persino al di sotto del livello delle smielate Tv tipo quella con Raul Bova...forse mi aspettavo tanto...forse è come per Gesù per cui salvo solo "Il Vangelo secondo Matteo" di Pasolini e "Jesus Christ Superstar" sia film che a teatro....ma la Cavani sa tanto su Francesco e Chiara perchè è scivolata così dopo gli altri suoi due Francesco così belli?! Amen....e peccato...un'occasione mancata!




sabato 6 dicembre 2014

San Nicola

oggi è SAN NICOLA..."il nonno di babbo Natale" auguri ai tanti amici pellegrini che si chiamano Nicola
...per me un ricordo montanaro di San Nicola che arriva in groppa all'asinello in mezzo alla neve mentre i bimbi con le lanternine in mano lo aspettano fuori dalla chiesa di San Martino di Castrozza"...
e questa tradizione, molto nordica ed europea, deriva dalle due storie che ho copiato qui sotto...
la mia vecchia zia francese la storia dei ragazzi salvati me la raccontava in modo molto più cruento parlando di pezzi di bambini uccisi da un macellaio che piangevano e che Nicholas aveva ricomposto dando loro nuovamente la vita...a me faceva paura ma questo nonno buono mi piaceva poi tanto!
Nicola arriva per primo...poi Sant'Ambrogio per i milanesi...poi Santa Lucia...e poi è Natale, Fesù bambino e, alla fine, arriva la Befana....un lungo corteo di gente buona che ama i bambini
Stralci sulla vita di San Nicola dai "santi del giorno"
Proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di pietà e di carità molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino all’epoca dell’Editto di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome è tuttora meta di parecchi pellegrinaggi. San Nicola è il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.
La dote alle fanciulle
Carità e castità sono le due virtù che fanno da sfondo ad uno egli episodi più celebri della sua vita. Anzi, a questo episodio si sono ispirati gli artisti, specialmente occidentali, per individuare il simbolo che caratterizza il nostro Santo. Quando si vede, infatti, una statua o un quadro raffigurante un santo vescovo dell’antichità è facile sbagliare sul chi sia quel santo (Biagio, Basilio, Gregorio, Ambrogio, Agostino, e così via). Ed effettivamente anche in libri di alta qualità artistica si riscontrano spesso di questi errori. Il devoto di S. Nicola ha però un segno infallibile per capire se si tratta di S. Nicola o di uno fra questi altri santi. Un vescovo che ha in mano o ai suoi piedi tre palle d’oro è sicuramente S. Nicola, e non può essere in alcun modo un altro Santo. Le tre palle d’oro sono infatti una deformazione artistica dei sacchetti pieni di monete d’oro, che sono al centro di questa storia.
L’episodio si svolge a Mira, città marittima ad un centinaio di chilometri da Patara, ove probabilmente Nicola con i suoi genitori si era trasferito. Secondo alcune versioni i suoi genitori erano morti ed egli era divenuto un giovane pieno di speranze e di mezzi. Secondo altre, i genitori erano ancora vivi e vegeti e Nicola dipendeva ancora da loro. Quale che sia la verità, alle sue orecchie giunse voce che una famiglia stava attraversando un brutto momento. Un signore, caduto in grave miseria, disperando di poter offrire alle figlie un decoroso matrimonio, aveva loro insinuato l’idea di prostituirsi allo scopo di raccogliere il denaro sufficiente al matrimonio.
Alla notizia di un tale proposito, Nicola decise di intervenire, e di farlo secondo il consiglio evangelico: non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra. In altre parole, voleva fare un’opera di carità, senza che la gente lo notasse e lo ammirasse. La sua virtù doveva essere nota solo a Dio, e non agli uomini, in quanto se fosse emersa e avesse avuto gli onori degli uomini, avrebbe perduto il merito della sua azione. Decise perciò di agire di notte. Avvolte delle monete d’oro in un panno, uscì di casa e raggiunse la dimora delle infelici fanciulle. Avvicinatosi alla finestra, passò la mano attraverso l’inferriata e lasciò cadere il sacchetto all’interno. Il rumore prese di sorpresa il padre delle fanciulle, che raccolse il denaro e con esso organizzò il matrimonio della figlia maggiore.
Vedendo che il padre aveva utilizzato bene il denaro da lui elargito, Nicola volle ripetere il gesto. Si può ben immaginare la gioia che riempì il cuore del padre delle fanciulle. Preso dalla curiosità aveva cercato invano, uscendo dalla casa, di individuare il benefattore. Con le monete d’oro, trovate nel sacchetto che Nicola aveva gettato attraverso la finestra, poté fare realizzare il sogno della seconda figlia di contrarre un felice matrimonio.
Intuendo la possibilità di un terzo gesto di carità, nei giorni successivi il padre cercò di dormire con un occhio solo. Non voleva che colui che aveva salvato il suo onore restasse per lui un perfetto sconosciuto. Una notte, mentre ancora si sforzava di rimanere sveglio, ecco il rumore del terzo sacchetto che, cadendo a terra, faceva il classico rumore tintinnante delle monete. Nonostante che il giovane si allontanasse rapidamente, il padre si precipitò fuori riuscendo ad individuarne la sagoma. Avendolo rincorso, lo raggiunse e lo riconobbe come uno dei suoi vicini. Nicola però gli fece promettere di non rivelare la cosa a nessuno. Il padre promise, ma a giudicare dagli avvenimenti successivi, con ogni probabilità non mantenne la promessa. E la fama di Nicola come uomo di grande carità si diffuse ancor più nella città di Mira.
Nicola salva tre innocenti
Tutti gli episodi sinora narrati hanno subìto l’incuria del tempo. Essi venivano narrati dai miresi e da nonni a nipoti giunsero fino all’VIII-IX secolo. Il lungo travaglio orale fece loro perdere i connotati della “storia” per apparire piuttosto come “tradizione” o come “leggenda”. I nomi dei protagonisti delle vicende si perdettero quasi del tutto. E’ vero che in tante Vite di S. Nicola si trovano i nomi dei genitori, dello zio archimandrita, del suo predecessore sulla cattedra di Mira, del nocchiero che l’avrebbe condotto in pellegrinaggio in Egitto e in Terra Santa, e così via. Ma si tratta di nomi che nulla hanno a che fare col nostro Nicola. Bisogna rassegnarsi alla realtà che, ad eccezione del concilio di Nicea e del vescovo Teognide, nessun nome compare nella vita del nostro Santo prima della storia dei tre innocenti salvati dalla decapitazione.
Questa storia, insieme a quella successiva dei generali bizantini (Praxis de stratelatis), è il pezzo forte di tutta la vicenda nicolaiana. Nell’antichità, per esprimere il concetto che questa narrazione era la più importante di tutte quelle che riguardavano S. Nicola, spesso non veniva indicata come Praxis de stratelatis (racconto intorno ai generali) ma semplicemente come Praxis tou agiou Nikolaou (storia di S. Nicola), quasi che tutti gli altri racconti non rivestissero alcuna importanza a paragone con questo.
In occasione della sosta di alcune navi militari nel porto di Mira, nel vicino mercato di Placoma scoppiarono dei tafferugli, in parte provocati proprio dalla soldataglia che sfogava così la tensione di una vita di asperità. In quei disordini le forze dell’ordine catturarono tre cittadini miresi, i quali dopo un processo sommario furono condannati a morte. Nicola si trovava in quel momento a colloquio con i generali dell’esercito Nepoziano, Urso ed Erpilio, i quali gli stavano dicendo della loro imminente missione militare contro i Taifali, una tribù gotica che stava suscitando una rivolta in Frigia. Invitati da S. Nicola, i generali riuscirono a fare riportare l’ordine. Ma ecco che alcuni cittadini accorsero dal vescovo, riferendogli che il preside Eustazio aveva condannato a morte quei tre innocenti.
Seguito dai generali, Nicola prese il cammino per Mira. Giunto al luogo detto Leone, incontrò alcuni che gli dissero che i condannati erano nel luogo detto Dioscuri. Nicola procedette così fino alla chiesa dei santi martiri Crescente e Dioscoride. Qui apprese che i condannati erano già stati portati a Berra, il luogo ove solitamente venivano messi a morte i condannati. Ben sapendo che solo lui, in quanto vescovo, avrebbe potuto fermare il carnefice, accelerò il passo e vi giunse, aprendosi la strada fra la folla che faceva da spettatrice. Il carnefice era già pronto, e i condannati stavano già col collo sui ceppi, quando Nicola si avvicinò e tolse la spada al carnefice.
Avendo liberato gli innocenti dalla decapitazione, Nicola si recò al palazzo del preside Eustazio, entrandovi senza farsi annunciare. Giunto dinanzi al preside l’apostrofò accusandolo di ingiustizie, violenze e corruzione. Quando minacciò di riferire la cosa all’imperatore, Eustazio rispose che era stato indotto in errore da due notabili di Mira, Simonide ed Eudossio.
Ma Nicola, senza contestare il particolare, gli rinfacciò nuovamente la corruzione e, giocando sulle parole, gli disse che non Simonide ed Eudossio, ma Crisaffio (oro) e Argiro (argento) l’avevano corrotto. Avendo così ristabilita la verità e la giustizia, Nicola non infierì ma perdonò al preside pentito. Ma perchè San Nicola non ritorna e si fa un bel giro in Italia specialmente a Roma?!?

mercoledì 3 dicembre 2014

Cosa è il crowdfunding in TV !!

MI RACCOMANDO, DOMENICA 7 ore 21,45 GUARDATE QUESTA PUNTATA DI REPORT...IN QUALCHE MODO SI PARLA ANCHE DI NOI....NEL SENSO CHE, L'IDEA L'ABBIAMO: L'OSTELLO IL MEZZO PURE, IL CROWDFUNDING E SI PARLERA' ANCHE DI
"PRODUZIONI DAL BASSO"! 
LA NOSTRA FUTURA PIATTAFORMA!

durante la puntata di Report un servizio dedicato al#crowdfunding dal titolo "Nuovi bisogni creano nuovi mercati".
Ecco un'anticipazione http://shar.es/1XQxnq



lunedì 1 dicembre 2014

Vi presento LA FUTURA RUAH

Ebbene sì, per la prima volta vi presento la futura Ruah...il nostro futuro ostello-luogo d'incontro delle culture del mondo-delle religioni del mondo-una casa della Pace fatta dal basso ai piedi di ASSISI...dal basso come il crowdfunding che ci permetterà di acquistarla...non ho ancora messo sue foto in internet....è una "casa timida" che molti di voi avranno notato arrivando ad Assisi da pellegrini è lì che ci aspetta! Fino al taglio del nastro che continuo a visualizzare: la preparazione del crowdfunding, il vostro cercare di immaginare come diffondere fino all'angolo più lontano il progetto, molte preghiere e visualizzazioni (io l'ho già così tanto popolata di pellegrini, ho già cucinato mentalmente dentro, ho fatto feste ed eventi, attaccato quadri dipinto pareti...non ne avete un'idea di come sia già fatta!) e poi IL VERO E PROPRIO CROWDFUNDING!
Gesù diceva:
“In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” (Mt 17,20)
E Einstein diceva:
“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è filosofia, questa è fisica.” Albert Einstein
IO SO CHE SE LO VOGLIAMO LA RUAH SARA' iniziate a pensare come farla essere!


domenica 30 novembre 2014

SORRIDERE...

...che strana cosa istintiva! Sorridono anche gli animali...i gatti stringono gli occhi...sono andata a comperare il pane che avevo finito e, uscendo dal supermercato camminavo nella mia "nuvola-pensiero" , quando mi sono sentita osservata, ho guardato in giro e c'era un bambino patatone di forse meno di un anno bardato come se dovesse andare al polo nord (ma perchè le mamme vestiranno così tanto i bambini?! Oggi qui fa caldo ed io ero con maglietta e maglia aperta) che mi guardava dal suo passeggino e mi sorrideva, ho ricambiato grata! Chissà cosa ha scatenato il sorriso in lui? Chissà cosa ha visto in me che lo ha fatto sorridere?! Grazie per il tuo sorriso piccolino sconosciuto! E grazie per tutti i sorrisi miei agli altri e degli altri a tutto il mondo...è una bella cosa sorridere!