martedì 6 agosto 2013
Deir Mar Musa...ho sognato d'andarci
e ora padre Dall'Oglio è in mano dei fanatici e quella che tutti quelli che ci sono stati mi hanno raccontato essere un luogo bellissimo, la Siria, è in piena guerra e nessuno se ne occupa...come di quello che accade sempre in Palestina nel silenzio cupo dell'indifferenza...povero mondo disperato! Marisa sognava di fare il "Cammino di Abramo"...sarei andata con lei...guardate questo video del 2011 e pregate per padre dall'Oglio e che il mondo dell'odio e della divisione non vinca mai!
un libro che mi ha fatto ricordare...giorni stupendi
ps L'autore ha fatto l'avvicinamento a piedi che avrei voluto fare io...allora, nel 1999 non si poteva, e quando lo organizzai, anni dopo, con una guida alpina primierotta e un gruppetto di persone crollarono le torri gemelle e nessuno voleva più viaggiare... Io fino alla base della montagna ci sono arrivata in jeep...stupendo lo stesso! E' un libro da leggere scritto molto bene e con tante informazioni e considerazioni sul buddhismo tibetano
venerdì 2 agosto 2013
Il mio..."perdono" BELLISSIMO
e mentre arrivavano le marce da tutta Italia alla Porziuncola, il mio "Perdono" è iniziato portando le credenziali ad un gruppo che in macchina stava andando al Città di Castello, in 23 di una parrocchia di Roma, e che non avevano fatto in tempo a chiedermela prima...un incontro per strada con un saluto e tante raccomandazioni: "Camminate solo nelle ore più fresche, portate tanta acqua..." E poi un incontro a sorpresa, un ritrovare dalle Clarisse francesi Michel, grande pellegrino di Vezelay che ci accolse, Mirella ed io, come amici di vecchia data nella sua bella casetta nella campagna di Vezelay. Grandissimo pellegrino che l'anno scorso arrivò ad Assisi quando non ci conoscevamo ancora per santa Chiara, l' 11 di agosto in un cammino di 1700 km. fatto in povertà. Oggi è stata una sorpresa sentire suonare il telefono e vedere apparire sullo schermetto "Michele Vezelay" è qui fino a domani con un gruppo di 35 persone con tanti bambini, lui, che è un grande hospitalero, è con loro per far da mangiare e nei giorni scorsi sono stati nella valle reatina facendo base al convento di Poggio Bustone dove lui..cucinava. Sta sera, invece, pizza ! E così Alessia e si è messa a fare 35 pizze che lui è andato a prendere...pizze pellegrine! Carissima persona Michel, bello stare nel giardino delle Clarisse nel gran caldo di una giornata di cielo blu e ventilata a parlare di cammini...ci ritroveremo...gli ho regalato la guida in inglese...e chissà che non esca poi in francese...lui è grande amico del frate editore delle edizioni francescane francesi e a Vezeley, con lui, ci eravamo lasciati parlando di una traduzione della guida...poi a casa ad intelare la croce che ora sta là a seccarsi e, per finire, Erika che mi manda questo stralcio dal bellissimo libro su Francesco di Christian Bobin "Francesco e l'infinitamente piccolo" CHE BEL GIORNO DEL PERDONO!
"Se si vuol conoscere un uomo, bisogna cercare colui verso il quale la sua vita è segretamente rivolta,
colui al quale, più che a qualsiasi altro, egli parla, anche quando in apparenza si rivolge a noi.
Tutto dipende da quest'altro che si è scelto.
Tutto dipende da colui al quale si rivolge in silenzio,
per ottenere la considerazione del quale ha messo insieme fatti e prove, per amore del quale ha fatto della sua vita quello che è ....
Quando si è innamorati si parla al proprio amore e a lui soltanto.
Ovunque, sempre. E che si dice al proprio amore?
Gli si dice 'ti amo', che è come dire quasi niente - il quasi niente di un sorriso, il balbettio di un servo al padrone che gli dà tutto, mille volte tutto".
C. Bobin, Francesco e l'infinitamente piccolo
Ovunque, sempre. E che si dice al proprio amore?
Gli si dice 'ti amo', che è come dire quasi niente - il quasi niente di un sorriso, il balbettio di un servo al padrone che gli dà tutto, mille volte tutto".
C. Bobin, Francesco e l'infinitamente piccolo
Buona festa...della libertà...
BUONA FESTA DEL PERDONO DI ASSISI A TUTTI VOI! Comunque intendiate questa festa e comunque concepiate il perdono!
ps questa foto dovrebbe ricordarvi qualche cosa...vediamo se in questo disegno del XVII secolo che immagina le cappannucce-convento di Francesco notate qualche cosa di a noi conosciuto!...
giovedì 1 agosto 2013
Massimo sei grande!
La conferenza di Cacciari è stata splendida, non avrei tolto una virgola, la sua comprensione di Francesco è grande e mentre, da un concetto all'altro, dipanava il tema del Perdono, del per-dono, del dono, della relazione con Dio di Francesco, che non assomiglia per niente a quello che poi la festa del "Perdono di Assisi" è divenuta, mi domandavo come il vescovo presente, i frati prendessero le sue parole...mah?! Impossibile sintetizzare ciò che ha detto...ho preso qualche appunto di ciò che più mi ha colpito...:
Riferito al Cantico delle Creature al quei "Peccati mortali" del verso sulla morte ha detto:
"Il peccato mortale è l'incapacità di accogliere il dono, il dividerci, il non sentirci manifestazione, dono di Dio, il credere di esserci fatti da noi stessi e, quindi e perciò, essere mortali...chi muore nel "peccato mortale" sono i superbi che si dividono e non accolgono il dono e quindi non lodano..."
Sintetizzo...siamo in una cultura millenaria del dare per avere in cambio...quello di Francesco è un appello alla libertà dal dare per avere, donare perchè noi, tutte le creature sono dono...sono immagine di Dio se sono libero...
fare il vuoto per accogliere
PERDONARE VUOLE DIRE FARE DONO DELLA PROPRIA LIBERTA'
Il peccato è l'inospitalità, il chiudersi, mi chiudo e non accolgo.
Per- dono = dono +
dono me stesso
Un vuoto accogliente, cosa dona Francesco? Dona se stesso...
Per-dono Massimo, è impossibile sintetizzare la densità delle tue parole e l'amore che sottendono, grazie per la bellissima risposta alla mia domanda su Francesco e la Maddalena...grazie per le tue parole finali sulla laicità di Gesù e di Francesco...sono uscita saltellando, ridendo anche di tutta la ritualità, di tutte le regole, di tutte le leggi che stanno sotto al "Perdono d'Assisi"...che mi sa che, come è ora, a Francesco non sarebbe piaciuto gran chè...lui chiedeva solo l'indulgenza plenaria a chi, quel giorno, entrasse in Porziuncola a pregare...tutto lì!
Fuori un vento caldo e bello, saltellando camminavo libera...fa piacere sentir dire da una persona come Cacciari quello che si sente nel cuore, ci si sente meno soli con tutti i propri mulini a vento. Francesco è un gigante dell'umanità libero e lieto, giullare della libertà che è essere in relazione con Dio e tu l'hai capito! Grazieeee!
Riferito al Cantico delle Creature al quei "Peccati mortali" del verso sulla morte ha detto:
"Il peccato mortale è l'incapacità di accogliere il dono, il dividerci, il non sentirci manifestazione, dono di Dio, il credere di esserci fatti da noi stessi e, quindi e perciò, essere mortali...chi muore nel "peccato mortale" sono i superbi che si dividono e non accolgono il dono e quindi non lodano..."
Sintetizzo...siamo in una cultura millenaria del dare per avere in cambio...quello di Francesco è un appello alla libertà dal dare per avere, donare perchè noi, tutte le creature sono dono...sono immagine di Dio se sono libero...
fare il vuoto per accogliere
PERDONARE VUOLE DIRE FARE DONO DELLA PROPRIA LIBERTA'
Il peccato è l'inospitalità, il chiudersi, mi chiudo e non accolgo.
Per- dono = dono +
dono me stesso
Un vuoto accogliente, cosa dona Francesco? Dona se stesso...
Per-dono Massimo, è impossibile sintetizzare la densità delle tue parole e l'amore che sottendono, grazie per la bellissima risposta alla mia domanda su Francesco e la Maddalena...grazie per le tue parole finali sulla laicità di Gesù e di Francesco...sono uscita saltellando, ridendo anche di tutta la ritualità, di tutte le regole, di tutte le leggi che stanno sotto al "Perdono d'Assisi"...che mi sa che, come è ora, a Francesco non sarebbe piaciuto gran chè...lui chiedeva solo l'indulgenza plenaria a chi, quel giorno, entrasse in Porziuncola a pregare...tutto lì!
Fuori un vento caldo e bello, saltellando camminavo libera...fa piacere sentir dire da una persona come Cacciari quello che si sente nel cuore, ci si sente meno soli con tutti i propri mulini a vento. Francesco è un gigante dell'umanità libero e lieto, giullare della libertà che è essere in relazione con Dio e tu l'hai capito! Grazieeee!
SONO LE PERSONE DI BUONA VOLONTA' CHE FANNO!!
Trascrivo qui il messaggio che mi ha mandato il caro Simone volontario della Diocesi di Gubbio...fa più una persona di buona volontà di tutte le organizzazioni del mondo! Grazie Simone!!!
Cari amici, buon giorno.
Viste le richieste di molti pellegrini di dividere la tappa Pietralunga-Gubbio, mi sono attivato come ufficio per la pastorale del Tempo libero, pellegrinaggi, turismo e sport ed ho contattato i referenti di alcune strutture.
2 parrocchie (Loreto e Moteleto) si stanno muovendo per reperire letti e sistemare i WC per poter ospitare i pellegrini....i sentieri passano proprio davanti le 2 chiese.....questo mi sembra una bellissima cosa!!!
Proprio ieri il responsabile delle 2 strutture, di ritorno da Rio per la GMG, mi ha comunicato che sono stati stanziati i fondi per gli acquisti dei materiali.
Appena avrò definitivamente a disposizione le strutture, vi invierò tutti i dati così da poter garantire "la mezza tappa" nella nostra Diocesi.
Spero di vedervi presto a Gubbio...per chi è di fuori!!!
Con un sorriso.
Simone Minelli
ps la foto è presa il giorno dell' inaugurazione della fontanella dei pellegrini...Simone non volare via coi palloncini!!
storia di un'amicizia antica e...di migranti
Oggi, nei santi del giorno, ho scoperto che è San Leo...sarà festa nel borgo aggrappato allo scoglio e alla sua rocca! Borgo a cui sono affezionata da quando da ragazzina ci andavo con gli scouts, anche d'inverno, con la neve, ospitati da un contadino amico che ci aveva messo a disposizione la sua stanza degli attrezzi con un grande camino e il ceppo che bruciava lentamente per tutta la notte...bello no!
E poi lì si svolse la scena fra Francesco e il Conte Orlando e il suo proporre a Francesco di donargli La Verna e, appena fuori le mura, c'è lì il bel conventino di Sant'Igne a ricordo di un'altro bel episodio della vita di Francesco.
Riporto qui quello che dice di San Leo e di San Marino i santi del giorno, di questi due migranti scalpellini in cerca di lavoro...e aggiungo la storia che proprio in quella route invernale ci fu raccontata. Pare che mentre San Marino costruiva sulla sua montagna, San Leo facesse lo stesso dall'altra parte della valle sulla sua...avevano attrezzi in comune, quando uno dei due ne aveva bisogno, "faceva un fischio" all'altro che glielo tirava attraverso la valle...erano santi no?! Senza questi due migranti non avremmo due gran bei posti d'Italia, anzi pure dell'estero, e se li avessero messi in un "campo di prima accoglienza" che sarebbe successo?!
Correva l’anno
257 d.C. e due cristiani di nome Leone e Marino, provenienti dall’isola di Arbe
in Dalmazia, giunsero a Rimini attratti dall’ opportunità di lavorare come
scalpellini.
San Leone e San Marino, giunti nella zona del Monte Titano in cerca di pietre da lavorare, restarono affascinati dal maestoso Monte e vi si recavano spesso, Oltre a quel lavoro, essi svolgevano la missione di convertire la popolazione riminese al cristianesimo. Per sfuggire alla persecuzione dell’Imperatore Diocleziano, si rifugiarono in cima al Monte Titano. Passati tre anni, San Leo, con un piccolo gruppo di compagno, si diresse verso la rupe del Monte Feliciano che nella lingua del posto è chiamato Feretrio. Qui giunto costruì una piccola cella e a Dio dedicò una cappelletta.e in tutta segretezza, cominciò a radunare i Cristiani e a predicare il Vangelo. La sua missione diede subito frutti copiosi ed il Cristianesimo si propagò rapidamente in tutta la regione circostante, fino alla creazione della Diocesi di Montefeltro con a capo Leone nel frattempo ordinato vescovo. Leone è considerato, per tradizione, i primo vescovo del Montefeltro, anche se l’istituzione ufficiale della Diocesi è avvenuta alcuni secoli dopo. Dopo la morte di Leone, il suo corpo venne deposto in un sarcofago di pietra di cui, nel Duomo, si conserva il coperchio.
San Leone e San Marino, giunti nella zona del Monte Titano in cerca di pietre da lavorare, restarono affascinati dal maestoso Monte e vi si recavano spesso, Oltre a quel lavoro, essi svolgevano la missione di convertire la popolazione riminese al cristianesimo. Per sfuggire alla persecuzione dell’Imperatore Diocleziano, si rifugiarono in cima al Monte Titano. Passati tre anni, San Leo, con un piccolo gruppo di compagno, si diresse verso la rupe del Monte Feliciano che nella lingua del posto è chiamato Feretrio. Qui giunto costruì una piccola cella e a Dio dedicò una cappelletta.e in tutta segretezza, cominciò a radunare i Cristiani e a predicare il Vangelo. La sua missione diede subito frutti copiosi ed il Cristianesimo si propagò rapidamente in tutta la regione circostante, fino alla creazione della Diocesi di Montefeltro con a capo Leone nel frattempo ordinato vescovo. Leone è considerato, per tradizione, i primo vescovo del Montefeltro, anche se l’istituzione ufficiale della Diocesi è avvenuta alcuni secoli dopo. Dopo la morte di Leone, il suo corpo venne deposto in un sarcofago di pietra di cui, nel Duomo, si conserva il coperchio.
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