lunedì 6 ottobre 2014
SILENZIOOO!
Dopo giorni di fiera in un capannone senza ventilazione ( e meno male che eravamo vicino alla porta) e un rumore che ha raggiunto l'apice più incredibile mentre ho fatto la presentazione del cammino più brutta della mia vita, una presentazione insulsa e rabbiosa, pur parlando nel microfono a gente a un metro da me non sentivo manco la mia voce mentre ...e per lo stile di vita alternativa (mah!) fuori un'orchestrina furiosa suonava a tutto volume, e, dopo, ho impacchettato tutti i libri con un'altra orchestra dentro, a un metro da me e, credetemi, stavo aggrappata all'ultimo filo di energia per non fuggire...ora ascolto il silenzio...
Sta mattina ho fatto due file per una ecografia alla spalla...di risonanza magnetica manco a parlarne...non c'è neppure modo di prenotare e anche lì dal dottore e in farmacia la gente urlava, litigava...ora sono a casa e un uccellino canta ed io mi sento sempre più fuori da un mondo che non capisco più...e allora, o io sono proprio di un'altra generazione o, più probabilmente, sono proprio di un altro mondo. Alla fiera c'erano tante mamme con quelle fasce carine per portare i piccolissimi...belle ma che si vive un bimbo di 15 giorni, uno era così piccolo, in mezzo alla confusione, al rumore, alla mancanza d'aria?! Ho provato a dirlo a queste mamme ma tutte erano convintissime che il fagottino stesse molto bene...tanto dovrà appartenere a una generazione di suonati...tanto vale che cominci subito, o no? E mi è tornato in mente quello che mia mamma mi raccontava dei miei primi mesi di vita, di come, nel silenzio, lei ritualizzava il bagnetto, di come mi portasse fuori solo nelle ore più tranquille scegliendo strade silenziose...beh, voi potrete dire che tutto ciò non ha poi creato un capolavoro...ma questa imperfettissima e rabbiosa Angela forse ricorda quel silenzio, quella cura...e sta male nel rumore e guarda con pena quei fagottini così vicino all'altro mondo e ne prova pena...
oggi mi riposo, sto nel silenzio, curo la spalla...mi chiamo fuori da questo mondo che non capisco più!
La fiera è stata comunque bella...ecco le foto della Torta Tau che ho portato per i vicini di stand il giorno di Francesco, di Carlo il giovanissimo, simpatico ed efficiente "commerciale" di Terre (di Miriam non ho foto ma è stato bello incontrarla lì e passare qualche ora fuori dal casino insieme) e la foto dei miei vicini di casa alla fiera mentre sfogliano i magnifici libri per bambini che produce Terre di Mezzo...ciaooo, oggi, per favore, non chiamatemi!
ps ah, dimenticavo, alla fine di tutto, dopo l'orchestra dentro al capannone, ci sono pure stati due bambini che per un'ora (veramente un'ora!) hanno fischiato dentro dei fischietti e, quando sono passati vicino a me e continuavano a fischiare, mi sono beccata dalla mamma: "Un po' di pazienza...sono bambini!!" E pure uno sguardo furioso solo perché e gentilmente (non so come ma ci sono riuscita, avrei ucciso!) le ho detto: "Ma non li potrebbe far smettere?"...figli suonati di mamme suonate in un mondo di suonati...e poi ci meravigliamo se "i poteri" ci fanno subire di tutto? Un mondo di suonati è molto più controllabile...o no?
venerdì 3 ottobre 2014
IL VOLO DELLE ALLODOLE
IN TRANSITO DI FRANCESCO
E' ancora buio ma il cielo è pieno di stelle e fa presagire un giorno di sole, i "miei pellegrini" dormono ancora ma fra poco si desteranno...io devo andare presto alla Fiera. Ogni 3 settembre penso a come sarà stato quello del 1226, se era un ottobre ancora caldo o se fra le paludi e gli alberi della piana d'Assisi l'aria era fredda e umida...
Piccolo Francesco! Un sacchettino di ossa malandate stese per terra....come si sopravvive alla morte di un maestro così? Come si saranno sentiti soli e abbandonati i suoi amici, i suoi fratelli! C' è stato un tempo in cui mi ci sono molto immedesimata e ci ho pianto tanto. Oggi penso solo a quelle allodole al tramonto e a Lui che volava con loro...una morte, anzi, un transito bellissimo e dolce quello che uno si potrebbe augurare, un volo nell'Infinito, liberi e leggeri, l'ultimo cammino verso l'unica meta LIBERI!
DEL BEATO «TRANSITO» DEL SERAFICO PADRE SAN FRANCESCO
Durante il biennio che seguì all’impressione delle stimmate, egli, come una pietra destinata all'edificio della Gerusalemme celeste, era stato squadrato dai colpi della prova, per mezzo delle sue molte e tormentose infermità e, come un materiale duttile, era stato ridotto all'ultima perfezione sotto il martello di numerose tribolazioni.
Nell'anno ventesimo della sua conversione, pertanto, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola, per rendere a Dio lo spirito della vita (cfr. On 6, 17), là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia (cfr. Eb 10,29). [LegM 14,3]
Quando arrivarono all'ospedale di san Salvatore, che sorge a mezza strada tra Assisi e Santa Maria, disse ai portatori di mettere a terra la lettiga. Avendo ormai perso quasi del tutto la vista a causa della lunga e grave malattia d'occhi, fece voltare il letto in modo da tenere la faccia rivolta verso Assisi. E sollevandosi un poco dal letto, benedisse la città… [Spec 124]
Giunto alla Porziuncola, così disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco, sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine, totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro perché non si vedesse. E disse ai frati: “Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”s (cfr. Ef 4,21). Volle certamente essere conforme in tutto a Cristo crocifisso, che povero e dolente e nudo rimase appeso sulla croce. [LegM 14,3-4].
E per dimostrare che in tutto era perfetto imitatore di Cristo suo Dio, amò sino alla fine i suoi frati e figli, che aveva amato sin da principio (cfr. Gv 13,1).
Fece chiamare tutti i frati presenti nella casa e, cercando di lenire il dolore che dimostravano per la sua morte, li esortò con affetto paterno all'amore di Dio.
Si intrattenne a lungo sulla virtù della pazienza e sull'obbligo di osservare la povertà, raccomandando più di ogni altra norma il santo Vangelo. [2Cel 216]
Poi mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce, - giacché aveva sempre amato questo segno - e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. [LegM 14,5]
Mentre i frati versavano amarissime lacrime e si lamentavano desolati, si fece portare del pane, lo benedisse, lo spezzò e ne diede da mangiare (cfr. Gv 6,53) un pezzetto a ciascuno. Volle anche il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il Vangelo secondo Giovanni, dal brano che inizia: "Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine" (cfr. Gv 13,1). Si ricordava in quel momento della santissima Cena che il Signore aveva celebrato con i suoi discepoli per l'ultima volta, e fece tutto questo appunto a veneranda memoria di quella Cena e per mostrare quanta tenerezza di amore portasse ai frati.
Trascorse i pochi giorni che gli rimasero in un inno di lode, invitando i suoi compagni dilettissimi a lodare con lui Cristo.
Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio, e con certi versi, che aveva composto un tempo, le esortava all'amore divino. Perfino la morte, a tutti terribile e odiosa, esortava alla lode e, andandole incontro lieto, la invitava a essere sua ospite: "Ben venga, mia sorella Morte!".
E ai frati diceva: "Quando mi vedrete ridotto all'estremo, deponetemi nudo sulla terra come mi avete visto ieri l'altro, e dopo che sarò morto, lasciatemi giacere così per il tempo necessario a percorrere comodamente un miglio". [2Cel 217]
Egli poi, come poté, proruppe nell'esclamazione del salmo: "Con la mia voce al Signore grido, aiuto, con la mia voce supplico il Signore" e lo recitò fino al versetto finale: "Strappa dal carcere la mia vita, perché io renda grazie al tuo nome; i giusti mi faranno corona quando mi concederai la tua grazia" (cfr Sal 141). [LegM 145]
Giunse infine la sua ora, (cfr Gv 4,23) ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio. (2Cel 217)
Le allodole, che sono amiche della luce e hanno paura del buio della sera, al momento del transito del santo, pur essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto della casa e roteando a lungo, con non so quale insolito giubilo, rendevano testimonianza (cfr. Gv 1,7) gioiosa e palese alla gloria del santo, che tante volte le aveva invitate a lodare Dio. [LegM 14,6]
Era l'anno dell'Incarnazione del Signore 1226, il 3 ottobre, di sabato.
A laude di Cristo. Amen. [2Cel 220a]
E' ancora buio ma il cielo è pieno di stelle e fa presagire un giorno di sole, i "miei pellegrini" dormono ancora ma fra poco si desteranno...io devo andare presto alla Fiera. Ogni 3 settembre penso a come sarà stato quello del 1226, se era un ottobre ancora caldo o se fra le paludi e gli alberi della piana d'Assisi l'aria era fredda e umida...
Piccolo Francesco! Un sacchettino di ossa malandate stese per terra....come si sopravvive alla morte di un maestro così? Come si saranno sentiti soli e abbandonati i suoi amici, i suoi fratelli! C' è stato un tempo in cui mi ci sono molto immedesimata e ci ho pianto tanto. Oggi penso solo a quelle allodole al tramonto e a Lui che volava con loro...una morte, anzi, un transito bellissimo e dolce quello che uno si potrebbe augurare, un volo nell'Infinito, liberi e leggeri, l'ultimo cammino verso l'unica meta LIBERI!
DEL BEATO «TRANSITO» DEL SERAFICO PADRE SAN FRANCESCO
Durante il biennio che seguì all’impressione delle stimmate, egli, come una pietra destinata all'edificio della Gerusalemme celeste, era stato squadrato dai colpi della prova, per mezzo delle sue molte e tormentose infermità e, come un materiale duttile, era stato ridotto all'ultima perfezione sotto il martello di numerose tribolazioni.
Nell'anno ventesimo della sua conversione, pertanto, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola, per rendere a Dio lo spirito della vita (cfr. On 6, 17), là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia (cfr. Eb 10,29). [LegM 14,3]
Quando arrivarono all'ospedale di san Salvatore, che sorge a mezza strada tra Assisi e Santa Maria, disse ai portatori di mettere a terra la lettiga. Avendo ormai perso quasi del tutto la vista a causa della lunga e grave malattia d'occhi, fece voltare il letto in modo da tenere la faccia rivolta verso Assisi. E sollevandosi un poco dal letto, benedisse la città… [Spec 124]
Giunto alla Porziuncola, così disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco, sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine, totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro perché non si vedesse. E disse ai frati: “Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”s (cfr. Ef 4,21). Volle certamente essere conforme in tutto a Cristo crocifisso, che povero e dolente e nudo rimase appeso sulla croce. [LegM 14,3-4].
E per dimostrare che in tutto era perfetto imitatore di Cristo suo Dio, amò sino alla fine i suoi frati e figli, che aveva amato sin da principio (cfr. Gv 13,1).
Fece chiamare tutti i frati presenti nella casa e, cercando di lenire il dolore che dimostravano per la sua morte, li esortò con affetto paterno all'amore di Dio.
Si intrattenne a lungo sulla virtù della pazienza e sull'obbligo di osservare la povertà, raccomandando più di ogni altra norma il santo Vangelo. [2Cel 216]
Poi mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce, - giacché aveva sempre amato questo segno - e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. [LegM 14,5]
Mentre i frati versavano amarissime lacrime e si lamentavano desolati, si fece portare del pane, lo benedisse, lo spezzò e ne diede da mangiare (cfr. Gv 6,53) un pezzetto a ciascuno. Volle anche il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il Vangelo secondo Giovanni, dal brano che inizia: "Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine" (cfr. Gv 13,1). Si ricordava in quel momento della santissima Cena che il Signore aveva celebrato con i suoi discepoli per l'ultima volta, e fece tutto questo appunto a veneranda memoria di quella Cena e per mostrare quanta tenerezza di amore portasse ai frati.
Trascorse i pochi giorni che gli rimasero in un inno di lode, invitando i suoi compagni dilettissimi a lodare con lui Cristo.
Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio, e con certi versi, che aveva composto un tempo, le esortava all'amore divino. Perfino la morte, a tutti terribile e odiosa, esortava alla lode e, andandole incontro lieto, la invitava a essere sua ospite: "Ben venga, mia sorella Morte!".
E ai frati diceva: "Quando mi vedrete ridotto all'estremo, deponetemi nudo sulla terra come mi avete visto ieri l'altro, e dopo che sarò morto, lasciatemi giacere così per il tempo necessario a percorrere comodamente un miglio". [2Cel 217]
Egli poi, come poté, proruppe nell'esclamazione del salmo: "Con la mia voce al Signore grido, aiuto, con la mia voce supplico il Signore" e lo recitò fino al versetto finale: "Strappa dal carcere la mia vita, perché io renda grazie al tuo nome; i giusti mi faranno corona quando mi concederai la tua grazia" (cfr Sal 141). [LegM 145]
Giunse infine la sua ora, (cfr Gv 4,23) ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio. (2Cel 217)
Le allodole, che sono amiche della luce e hanno paura del buio della sera, al momento del transito del santo, pur essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto della casa e roteando a lungo, con non so quale insolito giubilo, rendevano testimonianza (cfr. Gv 1,7) gioiosa e palese alla gloria del santo, che tante volte le aveva invitate a lodare Dio. [LegM 14,6]
Era l'anno dell'Incarnazione del Signore 1226, il 3 ottobre, di sabato.
A laude di Cristo. Amen. [2Cel 220a]
giovedì 2 ottobre 2014
LA MARCIA DELLA PACE E' VICINA!
puf puf...giornata tutta di corsa...e quanti libri ho messo a posto a "Fa la cosa giusta"!!! Beh domani tutto sarà pronto per accogliervi. Michel e Francois stanno chiacchierando nella camera dei pellegrini e la cena è quasi pronta...
e io sto già pensando ad altro alla "MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI DEL 19 OTTOBRE e così...causa tendinite mi sono detta: "Ma chi ce la fa a portare lo striscione?!" e ho avuto un'idea: "Perché non avere una di quelle belle bandiere leggere che si vedono un po' dappertutto?!"...detto fatto ecco qua la bozza della bandiera che sarà pronta fra qualche giorno, bella no?! e AVRà ANCHE UN SOSTEGNO CHE POSSO USARE A TUTE LE FUTURE FIERE O PRESENTAZIONI! Chi viene dietro A lei alla marcia? VI ASPETTTOOOO!!!
e io sto già pensando ad altro alla "MARCIA DELLA PACE PERUGIA-ASSISI DEL 19 OTTOBRE e così...causa tendinite mi sono detta: "Ma chi ce la fa a portare lo striscione?!" e ho avuto un'idea: "Perché non avere una di quelle belle bandiere leggere che si vedono un po' dappertutto?!"...detto fatto ecco qua la bozza della bandiera che sarà pronta fra qualche giorno, bella no?! e AVRà ANCHE UN SOSTEGNO CHE POSSO USARE A TUTE LE FUTURE FIERE O PRESENTAZIONI! Chi viene dietro A lei alla marcia? VI ASPETTTOOOO!!!
Oggi è il giorno degli angeli custodi...
...non so se anni fa a San Damiano alle Lodi me li immaginai o li vidi davvero...non c'era uno spazio libero, la chiesina ne era invasa erano lunghi, lunghi, leggeri, semi trasparenti e chiari con delle faccine tonde e infantili, occupavano tutto lo spazio che c'era fra la gente...chissà se per un attimo si siano veramente fatti vedere da me?!
Oggi arrivano due pellegrini francesi a casa mia, uno è Michel che ci ospitò a Vezelay, una cara persona, e l'altro è il suo amico Francois che non conosco (bella scelta di nomi no?!). oggi andrò a preparare lo stand a "Fa la cosa giusta" e poi la cena per i miei "angeli pellegrini"
Buona festa a tutti i vostri angeli!
Oggi arrivano due pellegrini francesi a casa mia, uno è Michel che ci ospitò a Vezelay, una cara persona, e l'altro è il suo amico Francois che non conosco (bella scelta di nomi no?!). oggi andrò a preparare lo stand a "Fa la cosa giusta" e poi la cena per i miei "angeli pellegrini"
Buona festa a tutti i vostri angeli!
mercoledì 1 ottobre 2014
OH DIO NOOOO!
MA CI MANCAVA AD ASSISI UN ALTRO PAROLAIO?!? POVERO FRANCESCO PURE RENZI TI BECCHI???...beh io me ne sto in fiera e non rischio bordate di parole inutili....a " FA LA COSA GIUSTA" CI SI DIVERTE E SI FANNO COSE SERIE...NON PAROLE, PAROLE, PAROLE...
....CITTA’ DEL VATICANO Matteo Renzi lancia messaggi confortanti al mondo cattolico, dopo la doccia gelata arrivata dai vescovi italiani la scorsa settimana. “Faccia politica e non fiction. Basta con gli slogan”. Il presidente del Consiglio ha deciso così di andare in pellegrinaggio ad Assisi per ricalcare le orme di Fanfani, Andreotti e Prodi, gli unici tre presidenti del Consiglio, tutti democristiani doc, che – rispettivamente - nel 1962, 1977 e 1998, dalla loggia del sacro convento, nel giorno di San Francesco, il 4 ottobre, rivolsero alla nazione un importante discorso sui valori condivisi da tutti gli italiani. Solidarietà, operosità, fiducia....
APPUNTO DEMOCRISTIANI doc...non ne ho mai dubitato...MEGLIO, MOLTO MEGLIO LA FIERA, CREDETEMI, VI SALVATE LO STOMACO DAI TURCI TURCI!
e QUESTO ERA QUELLO CHE DISSE FRANCESCO...
«Predicate sempre il Vangelo, e se fosse necessario anche con le parole».
Regola non bollata (1221), capitolo xvi (Fonti francescane, 43)
E CHI VUOLE CAPIRE CAPISCA...POVERO IL "MIO" FRANCESCO QUANTI LUPI!
FA LA COSA GIUSTA SBARCA IN UMBRIA...
... E CI SARO' ANCH'IO ALLO STAND DEI LIBRI DI TERRE DI MEZZO E...a parlare del cammino
Domenica
18.00/19.30
A piedi sulle strade dei pellegrini
Presentazione del libro “Di qui passò Francesco” (Terre di Mezzo),
di Angela Maria Seracchioli. Interviene l’autrice
> Piazzetta Fa’ la casa giusta
A piedi sulle strade dei pellegrini
Presentazione del libro “Di qui passò Francesco” (Terre di Mezzo),
di Angela Maria Seracchioli. Interviene l’autrice
> Piazzetta Fa’ la casa giusta
...e questo i pellegrini lo sanno...
...accade camminando...la "atemporalità", il "qui ed ora", la non "linearità del tempo"...se no perchè ci metteremmo uno zaino in spalla?! Se no perchè ora, in questo tempo, c'è la riscoperta dei cammini?! Un tempo i pellegrini facevano cammini penitenziali, prima ancora erano alchemici, ora lo sono di nuovo alchemici perchè è pura alchimia la fusione di corpo, anima, spirito e mente che accade nei momenti più alti del nostro camminare...il camminare è la nostra pietra filosofale che ci "trasforma in oro"...i pellegrini lo sanno, più che altro lo sentono...sono quantici!
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