sabato 27 luglio 2013

Massimo Cacciari: "per lo tuo amore..." ad Assisi



Gran bella notizia questa che non deve essere piaciuta solo a me visto che hanno dovuto spostare il luogo della conferenza...se basterà anche quello! Massimo Cacciari è un grande, molto spesso quando parla di politica alla tv non potrei trovarmi più d'accordo con lui...la penso come lui!  E mi sa pure che sia uno dei tanti innamorati di Francesco, il suo libro "Doppio Ritratto", di cui ho parlato tempo addietro su questo blog quando uscì, non è facilissimo, non è per chi non sa nulla di Francesco, ma è un gran bel libro, una delle più belle cose che io abbia letto su Francesco e allora....sono stra contenta che venga l' 1 Agosto in preparazione del giorno dopo, IL PERDONO DI ASSISI e del suo giubileo nel 2016...se siete da queste parti non perdetevelo!
1 AGOSTO ore  17.00 TEATRO DELLE STUOIE
DOMUS PACIS Santa Maria degli Angeli

quello che c'è scritto sul sito dell'OFM:


Si comunica che a causa delle numerose richieste di partecipazione, pervenute da parte di singoli e di gruppi, la conferenza del prof. Massimo Cacciari “Per lo tuo Amore”, in vista del Giubileo del Perdono di Assisi, precedentemente prevista nell’ex Refettorio del Convento Porziuncola, si terrà nel più ampio Teatro delle Stuoie, presso la Casa di accoglienza Domus Pacis Assisi situata vicino la Basilica di Santa Maria degli Angeli, giovedì 1 agosto 2013 alle ore 17.00.

Ci auguriamo, così, che altri ascoltatori possano unirsi e fruire - in modo confortevole - della conferenza proposta dall’Opera della Porziuncola.

Sullo sfondo dell’intervento, centrato sul Perdono - un Dono del Suo Amore -, ci sarà l'orizzonte del Giubileo del Perdono di Assisi che si celebrerà nel 2016, ovvero nell’ottavo centenario da quel 1216, anno in cui Francesco ricevette dal Signore il Dono dell’Indulgenza in modo del tutto particolare per la piccola chiesetta della Porziuncola.

Per informazioni:
Opera della Porziuncola
Tel. 075.8051430
Email: info@porziuncola.org

giovedì 25 luglio 2013

Cinque minuti di silenzio per...Santiago


La Spagna chiede cinque minuti di silenzio informatico alle 20.00 in memoria delle vittime del treno di Santiago di Compostela.
Aggiungo anche qui l'immagine che Simone ha messo sulla sua pagina...credo che dica molto, nella tragedia i cuori di tutti i milioni di pellegrini di Santiago sono là più che in qualsiasi altro 25 luglio...un triste "Giubileo" ma i nostri pensieri di bene, le nostre preghiere possono fare molto, stiamo uniti pellegrini!!

il mio San Giacomo ad Assisi


ieri sera mi sono addormentata davanti alla TV e, quando mi sono svegliata era già San Giacomo e così ho messo subito su Facebook un youtube del Botafumeiro a Compostela ...poi ho ricevuto la notizia del disastro ferroviario proprio là. La notte attorno a me è divenuta più fonda e la voglia di festeggiare non solo la festa di tutti i pellegrini, ma anche la mia venuta a vivere ad Assisi ben otto anni fa...un tempo infinito per chi dall'età di 29 anni non ha mai più vissuto più di cinque anni nello stesso luogo; un record personale, se ne è andata e sono andata a letto con il magone. Penso a quelle persone che andavano ad una festa, penso a quel macchinista illeso che ha sulla coscienza tutti quei morti...e come vivrà il resto della sua vita?! Penso al Papa, che continua a piacermi tanto, ma anche alla spesa enorme di queste Giornate della Gioventù e alle favelas brasiliane e alle favelas di tutto il mondo. a quella pioggia che non smette e ora alla TV stanno raccontando come, con altre spese enormi, stanno tentando di pavimentare il luogo pieno di fango dove ci sarà la veglia e la messa finale...
Anno difficile questo nostro...ma forse lo metto sul personale perchè per me questo è l'anno delle perdite e tutto ciò che è "in perdita" mi colpisce. Mi immaginavo un informatico botafumerio che inondasse virtualmente il nostro sito...lo immagino ancora, e che il profumo della Bellezza abbracci tutto ciò che bello non è, buon San Giacomo a tutti i pellegrini!

BUON SAN GIACOMO A TUTTI NOI PELLEGRINI!!!


Una grande incensanta su tutte le nostre vite, che il profumo inondi la Terra e ci avvolga in una nuvola di bellezza ULTREYA E SUSEYA sempre e per sempre!

mercoledì 24 luglio 2013

Quando i creativi...si incontrano


gli antefatti...Renato, un carissimo amico di Venezia e la sua compagna Manuela erano qui poco prima che andassi al matrimonio di Miguel e Teresa in Spagna, la mia tegola di San Damiano era già pronta e se ne stava in attesa di essere impacchettata, nella camera dei pellegrini. Così, il giorno dopo, Renato mi dice: "Noi non abbiamo una bella croce da mettere in camera, ce la puoi dipingere tu?" E chi ha mai dipinto un'icona? Sì il mosaico bizantino, studiato all'accademia, è molto vicino alle icone ma la tecnica è diversissima...e chi la sa fare? Ma loro insistevano e così...oggi, sono andata a cercarmi un falegname che potesse crearmi la base su cui...dipingere e dorare. E così, ho incontrato una persona fantastica che, prima di tutto mi ha detto: "Non ho tempo e poi...non ho mai fatto una croce così?" Al che gli ho risposto: "Allora siamo in due io non ho mai dipinto un'icona!" ma poi si è visto da subito che la sfida lo intrigava e abbiamo iniziato a girare nella falegnameria con il mio disegno in mano, dettagliato e con misure, e abbiamo trovato una tavola vecchia, ben stagionata...e lui era già agganciato! Poi ci siamo messi su un tavolo a guardare il disegno e a parlare di cornicette, di come dovevo incollarci sopra la tela e poi pazientemente gessarla e poi, e poi...ma mancava una misura e l'ho messa disegnando con la sinistra..."Anche lei mancina? Anch'io...da bambino sono stato perseguitato dalla maestra che mi bacchettava la mano...ma dicono che noi mancini siamo più creativi degli altri!..." e ha iniziato a raccontarmi l'avventura affascinante di uno che a 40 anni ha deciso di fare il falegname assieme al figlio ragazzino...non lo aveva mai fatto...dice lui: "Ma guardavo e studiavo, anche mio figlio, che è bravissimo, guardava e studiava e siamo arrivati a fare copie di mobili del 1300, 1400, '500 nessuno poteva capire che erano fatti oggi, "Degli ottimi falsi d'autore!" Gli ho detto io..."ma non ho studiato, eravamo una famiglia poverissima, 15 figli..." "E chi se ne importa" Gli ho risposto io, "crede che se posso dipingere lo abbia imparato al liceo?! Io guardo, studio, ci provo e...ci riesco...questa icona è una sfida." Sarebbe stata da registrare e scrivere la nostra conversazione! Insomma è finita che lui che non aveva tempo e non sapeva come fare a farmi la croce con l'aureola sopraelevata mi ha detto quando me ne sono andata lasciandogli il disegno: "La chiamo sabato..." E io sono andata a comperare la tela di lino da incollare sulla croce che lui mi farà e sono qui che mi studio come fare il gesso, come dorare, come lucidare l'aureola, come....essere creativa. Un'altra cosa ci siamo detti che trovo molto importante. Lui diceva e io confermavo: "Eravamo tanto poveri, niente soldi per giocattoli e allora io me li fabbricavo, ho persino costruito una mietitrebbia di legno che...funzionava, i bambini di oggi hanno tutto fatto e non sanno più fare niente." Come è vero! Se io ho manualità è perchè mi fabbricavo anch'io i giochi...un pò come dire fare il Cammino sapendo leggere una carta o aver bisogno di quel dannato coso che si chiama gps e così non si sa neppure da che parte del mondo si è tanto ti guida la macchinetta infernale! Evviva la creatività in tutto!
ps la foto è di come sarà la mia croce...quando sarò arrivata a quel punto...mi perdonino i veri iconografi, farò una croce come pare a me...con le figure canoniche e di più...non vedo l'ora

martedì 23 luglio 2013

Brigida...la santa pellegrina

densi questo giorni di luglio! Il 22 Maria Maddalena,(mi sto dividendo fra il blog e FB e ne ho parlato su FB..tanto per cambiare) il 23 santa Brigida di Svezia, il 25 San Giacomo...tutte date pellegrine...date che ricordano grandi viaggiatori dei passi e del Cielo. Non molto si dice in questo video del suo essere pellegrina ma la sua storia di "pellegrina del Cielo" nasce sulla strada di Compostella, continua su quella di Roma e di Monte Sant'Angelo per poi, in età veramente avanzata, finire con il pellegrinaggio a Gerusalemme. E' una donna speciale, a tutto tondo, moglie, mamma, monaca, pellegrina, impegnata in un lavoro di pacificazione in un tempo, in una Europa così divisa. E' una delle grandi donne del medioevo, una "mistica del fare" come sono tutti i grandi mistici.

domenica 21 luglio 2013

Kailash; per sempre nel mio cuore

Il mio primo pellegrinaggio...la montagna delle montagne, la montagna più sacra al mondo, il Kailash! Ho acquistato un libro l'altro giorno: "Verso la montagna sacra" di Colin Thubron e, ieri notte, ne ho letto le prime due pagine...poi mi sono addormentata e, sta mattina, il primo gesto del giorno è stato prendere in mano il cristallo d'ametista che ho al collo, che mai mi levo, che pende pesante sul mio petto dal giugno del 1999 quando un monaco me lo regalò nella grotta di Milarepa che si vede verso la fine di questo youtube. Come spiegare il fascino profondo di queste terre immense? Come raccontare i sorrisi dei tibetani lungo il sentiero? La gioia immensa arrivati al passo di Dholma Là, il punto più vicino alla vetta inviolabile? L'emozione di srotolare e legare le proprie bandierine di preghiera, quel laghetto della compassione ai nostri piedi...il sasso su cui mi sono seduta a perdonare tutto, ad abbracciare tutto della mia vita e lasciarlo andare nel vento, nel cielo azzurro pieno di nuvolette candide? Mentre scrivo ha suonato il telefono, due pellegrine alle porte di Assisi mi chiamavano per ringraziare, una emozionata ed emozionante telefonata piena di Grazieeee!...e io rispondevo dalle grandi pianure del Tibet, ero là mentre parlavo loro e loro non lo sapevano...la loro emozione e il ricordo della mia. Il loro grazie e il mio per avere avuto una vita così fortunata, per aver salito i fianchi di quella montagna. Da questo filmetto si vede che le cose sono cambiate anche là, non drammaticamente ma sono cambiate, dove piantammo la tenda ora c'è una piccola guest house...allora c'erano solo gli yak e le tende...poco male, i sorrisi, le risate dei tibetani non cambiano, il vento che spazza questo deserto pieno di vita nemmeno...e la Montagna è là, centro del mondo, suo ombelico, bianca, pura come un cristallo...non mi toglierò mai l'ametista dal collo, è il mio piccolo Kailash, il più bel dono mai ricevuto. Quando lo ascolto mi racconta di cieli infiniti, di vento prorompente, di preghiere lanciate nel vento, di qul lago grande come un mare...per sempre con me.

sabato 20 luglio 2013

Noi siamo dei fortunati, ricordiamoci di questo!

E quando dico NOI intendo i nati dall'inizio degli anni '50. Non so se avete visto , ieri sera, su RAI 3 questo servizio fatto benissimo, se vi interessa si può vedere in replica sul sito di Rai Tv 3. Sì siamo in crisi, sì aumenta la povertà, sì siamo messi male ma...noi non sappiamo cosa sia la guerra e il dopo guerra a casa nostra e, mentre guardavo questo programma, pensavo ai miei genitori, ai ricordi passati con grande dignità da mia mamma. A quella "farina di castagne" che era il solo cibo per loro sfollati sulle colline bolognesi. A quel ritorno a Bologna che era tutta piena di macerie...Noi siamo figli della ricostruzione, a noi davano il latte a scuola ed era poco tempo che la penicillina si poteva trovare...noi non ci ricordiamo ma i nostri genitori hanno avuto fede nella vita e hanno ricostruito e ci hanno fatto nascere, siamo un esercito di nati nei primi anni '50! E allora pensiamoci, cerchiamo tutti di essere grati e di non mandare a puttane questa pace, questo "benessere" che ci è stato regalato. Siamo dei fortunati, almeno per ora, e spero che duri...le prime generazioni che non sanno cosa sia la guerra...che karma fortunato!


FASCISMO, LA CADUTA E LE ROVINE
introdotto e commentato da Paolo Mieli,  il film-documento racconta due delle vicende più drammatiche della nostra storia. Quella notte del 25 luglio ’43 e quei giorni, settimane e mesi che seguirono la fine della guerra e il lento ritorno ad una agognata normalità.

Mussolini, 25 luglio 1943: la caduta, di Fabio Toncelli, racconta il crollo del fascismo e di Benito Mussolini in piena Seconda Guerra Mondiale. E’ uno di quei momenti che segna un prima e un dopo. Finora ci hanno raccontato che un Mussolini inconsapevole fu inaspettatamente messo in minoranza durante una seduta del Gran Consiglio del Fascismo e quindi destituito ed arrestato. Una versione semplice ma…falsa! Il il film-documento Mussolini, 25 luglio 1943: la caduta prova a svelare cosa accadde dietro le quinte in quei giorni, mostrando immagini d’archivio a colori, prove, intercettazioni telefoniche e testimonianze inedite sulla incredibile serie di complicità insospettabili e trame segrete che portarono alla fine del fascismo. Per la prima volta ascolteremo l’amico e confessore di Dino Grandi, l’autore dell’ordine del giorno che mise in minoranza il Duce, ed uno dei partecipanti ad un complotto per uccidere Hitler e Mussolini pochi giorni prima della caduta. Chi li fermò e perché? Soprattutto vedremo in prima mondiale un documento che finora nessuno aveva mai trovato e che è intitolato: “Verbale della seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio 1943”. Dal racconto del documentario emerge la possibile identità di un congiurato che finora era rimasto nell’ombra, forse l’unico che fu sempre al corrente di tutto e che cercò di pilotare gli eventi a suo favore.

La guerra è finita: le rovine
, di Ilaria Degano è il racconto dell’Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E’ il racconto di quella primavera del 1945, quando il nostro Paese si risveglia da un terribile incubo e conta le sue ferite. Cinque lunghi anni di bombardamenti.  Centinaia di migliaia di morti, di mutilati, di sfollati. Milioni di case abbattute. Migliaia di ponti, di strade, di ferrovie distrutti. Vedremo le immagini di quegli italiani che hanno sofferto la fame, le malattie, gli stenti; che hanno visto le loro città attraversate e devastate dagli eserciti di tutto il mondo. Bambini che corrono incontro agli Alleati per un piatto di minestra. “Sciuscià” disposti a fare qualsiasi cosa, pur di mangiare. “Segnorine” che si prostituiscono agli Americani per mantenere le loro famiglie. Vedremo gli Alleati risalire la Penisola e poi entrare, da trionfatori, in quelle città del Nord già liberate dai Partigiani. Vedremo i reduci che tornano dopo anni di prigionia in un Paese che non riconoscono e che non li ricorda. La ricostruzione sembrava un’impresa disperata! Eppure quell’Italia rinasce, ricostruisce, riparte. E’ la rinascita di un popolo che vuole uscire e uscirà dalla dittatura e dalla guerra. Le macerie verranno spazzate via, le case verranno ricostruite, le strade riaperte. Si ricomincerà a lavorare, a vivere!

Ma gli odi, i rancori, le vendette di quella stagione folle e incredibile, peseranno ancora e per molti decenni, sulla storia dell’Italia Repubblicana. - See more at: http://www.lagrandestoria.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-61209eee-7b5e-44e1-a5e1-d67122277063.html?homepage#sthash.q0io350w.dpuf

giovedì 18 luglio 2013

vi presento Franceschina!


così, sta mattina alle sette ho inforcato la bici, la cosa strana è che per pedalare bene devo tenere la sella alta e così, da ferma devo saltare giù perchè le mie corte gambe non arrivano a terra. mamma che fatica dopo tanto tempo! Il cambio aiuta ma, confesso, al ritorno la salitina di casa mia l'ho fatta spingendola. E allora tanto di cappello ai pellegrini ciclisti...sì in discesa possono fare a meno di pedalare ma le salite sono molto più dure in bici che a piedi! Io non ho mai fatto le differenze stupide che c'è chi fa fra pellegrini ciclisti o a piedi ma, ora che i muscoli inesistenti delle mie cosce fanno male e dovrò pedalare un sacco prima di tornare in forma, la mi ammirazione va a loro. Mi sono resa conto che ci si può improvvisare pellegrino a piedi, si può partire senza allenamento e farselo andando, non con la bici!
Vi penserò mattina e sera quando inforcherò la Franceschina

mercoledì 17 luglio 2013

...i segnator cortesi, Daniele e gli amici


...detto fatto! Daniele aveva risposto subito all'appello per segnare il cammino e così venerdì scorso sono partiti in quattro da Rimini e, ora, la tappa Pietralunga-Gubbio è perfettamente segnata!
Loro si sono organizzati alla grande: mascherina a Tau, mascherina a freccia e una vernice a spruzzo acrilica  che pare proprio essere buona, è fatta per uso forestale marca WURTH ...non sapevo che esistesse una vernice così e vedremo se fa il suo dovere e resiste per un pò!
nelle foto vedete anche la famosa fontanella della piana di Gubbio...che li ha dissetati anche se l'acqua era un pò calda...beh fa meno male!
Grazie amici cari a nome mio e dei pellegrini che seguiranno le vostre fide frecce!

La bicicletta "FRANCESCHINA" e altro

Bello svegliarsi e fare una risata! Sta mattina cercavo un'immagine di Mafalda con cui ho un'identificazione pazzesca e ho trovato questa...è proprio vero assomiglio a Mafalda anche in questo!
Sto per andare a comperarmi una bicicletta, ha già un nome, si chiamerà "FRANCESCHINA" che non ha nulla a che vedere con le prime biografie dei compagni di Francesco (anche se oggi andrò finalmente a vedere la casa di Bernardo da Quintavalle...prezzo pazzesco ma si può sempre vederla e la cosa mi commuove). Siamo solo in 3 a sapere perchè si chiama così, intendo la bici, e...non vedo l'ora, mi hanno regalato i soldini giusti per lei e so che è là che "scalpita" per venire da me! Ho bisogno di fare moto (immagino a questa stagione all'alba perchè poi è troppo caldo) e poi è un ritorno alle origini visto che comperai la prima macchina a 40 anni, fino ad allora il mio mezzo di locomozione principe era la bici...a Ravenna tutti vanno in bici e pure a Cambridge. Per cui mi preparo e vado a 4 ruote a prendere una 2!!

AVVISO IMPORTANTE CHE SARA' PRESTO SUL SITO:
IL TELEFONO FISSO DI FRA BERNARDINO ALLA ROMITA E' GUASTO MA LUI E' SEMPRE LI' ED ACCOGLIE SEMPRE CON GRANDE GIOIA PER CUI CHIAMATELO AL 346 4107908 E, SE NON DOVESSE RISPONDERE PERCHE' NON PRENDE DAPPERTUTTO LASSU', LASCIATE UN SMS O UN MESSAGGIO VOCALE PER DIRE CHE STATE ARRIVANDO...BERNARDINO NON HA MAI LASCIATO FUORI NESSUNO!!!

lunedì 15 luglio 2013

nella città di Piero...città pellegrina


oggi guiderò nel caldo verso Sansepolcro per andare all'inaugurazione del dipinto dell'amico ritrovato dei tempi lontani di Cerbaiolo, Stefano Camaiti, dipinto che ritrae pellegrini moderni con attorno la storia di questa "Città pellegrina" nata 1200 anni fa perchè la leggenda racconta:
Si pone in genere intorno alla metà del X secolo il periodo in cui Egidio e Arcano, venendo dal Santo Sepolcro a Gerusalemme con alcune reliquie, sia di Gerusalemme che dai luoghi toccati durante il ritorno, si fermarono presso una fonte, poi miracolosa, nella Valle di Nocea, nella piana del Tevere, e qui rimasero per forza di miracolo. Perché le reliquie, durante il riposo degli stanchi pellegrini, volarono sopra un albero e non ne vollero sapere di scendere, dando chiaro segno di voler rimanere proprio lì, cioè nella nostra zona. Dio aveva provveduto, scrive uno storico locale, che per mezzo dei due pellegrini questa terra avesse il suo primo edificio. Arcano ed Egidio rinunciarono a tornare nei loro luoghi di origine e decisero di fermarsi, costruendo una povera capanna e un piccolo oratorio dedicato a san Leonardo che fosse segno per gli abitanti e i viandanti che di lì passavano.
Il sacello fu inglobato poi nella chiesa che si cominciò a costruire nel 1012, individuato nella cappella detta Monacato. La chiesa, dedicata allora al Santo Sepolcro e ai Santi Quattro Evangelisti, fu in realtà una abbazia con annesso monastero, dapprima forse benedettina, poi camaldolese, e pare che fosse proprio Arcano a chiamare il primo abate, Isaia. Non è facile individuare le tracce della primitiva costruzione, ma la cappella e un pozzo nel chiostro della Cattedrale richiamano sia l’oratorio che la fonte miracolosa.
La fama di santità dei due eremiti spinse la scarsa popolazione di una zona decentrata a radunarsi intorno all’oratorio e anche i signorotti locali decisero, secondo la tradizione, di lasciare i loro castelli venendo ad abitare nel nuovo borgo. La scelta non fu solo religiosa, visto che l’Abbazia godeva di privilegi ed era sotto la protezione imperiale. Inoltre l’imperatore Corrado II, nel 1038, concesse all’abate di organizzare un mercato settimanale ed una fiera nella ricorrenza della dedicazione dell’abbazia.
Gli abati ebbero tensioni sia con il potere civile che con il vescovo di Città di Castello, nella cui diocesi si trovava il monastero, finché nel 1520 il Papa Leone X eresse il territorio di Sansepolcro a diocesi. Fu in questa occasione che il Borgo diventò «città». L’ultimo abate, Galeotto Graziani, diventò il primo vescovo di Sansepolcro...giuliana maggini
Pellegrini andate a vedere questa mostra aperta fino a settembre!
Inaugurazione del quadro per il Millenario Sansepolcro
lun, 15 Luglio, 18:00 – 19:00
Palazzo Vescovile
Verrà presentato il quadro realizzato da Stefano Camaiti per il Millenario di Sansepolcro. Saranno presenti l’Arcivescovo Riccardo Fontana, l’artista e la dott.ssa Chieli docente di storia dell’arte. Nell’occasione sarà allestita una piccola esposizione con i bozzetti preparatori; una sorta di percorso che accompagnerà l’opera collocata nella sala principale. L’esposizione rimarrà aperta tutti i giorni, ad ingresso gratuito con orario 10.30-13; 16-18.30.

venerdì 12 luglio 2013

Modigliani...un amore adolescenziale

Mi sono imbattuta in questo splendido video per caso, in un sito pellegrino, ed è strano perchè proprio ieri per "arricchire" la mia pagina di Facebook con i personaggi che sono importanti nella mia vita, fra tanti, ho messo Modigliani. Lo devo a mia mamma che, romanticissima, aveva questo senso dell'"Amore e morte" ed amava "gli artisti maledetti", gli incompresi geni da amare in una soffitta fredda piena sola di arte di passione e che poi si facevano pure fuori non resistendo alla pressione di una società che andava in altra direzione. Lei ci sognava...ed io pure. Nessuna delle due amava la mediocrità. Lei veniva da una noiosa famiglia piccolo-borghese e, in un epoca di capelli impomatati e di trionfalismo fascista, si era innamorata di un tipo geniale, povero e spettinato, ricco solo di ideali, anti fascista con grandi paure relative a questo della famiglia noiosa. Non era facile stare dietro a mio papà, non era comodo, e anche quando dopo la guerra si era fatto una posizione, non economica, ma istituzionale e di grande rispetto da parte di tantissima gente...mio papà non era una persona facile a cui stare accanto, e poi si portava dentro il dolore sommerso della morte della mamma alla sua nascita, quella sorta di orribile senso di colpa: "Ho ucciso mia madre" che, forse, lo portò poi a morire giovanissimo a soli 39 anni. Ma mia mamma restava la romantica che amava gli artisti, i creativi incompresi, gli idealisti senza un soldo in saccoccia...come avrei io potuto adattarmi ad un "geometra con mutuo" (scusatemi geometri che mi leggete, non ce l'ho con voi questa è un'espressione coniata da lei e me per dire: "Una vita calma e regolata...una vita piccina" avete tutto il diritto di chiamarmi snob, in questo lo sono...ma, del resto, come potrei amare Francesco se "mi piacessero...i mutui" ?! Così, a 18 anni, nel mio primo viaggio all'estero, arrivai a Parigi...pellegrinaggio sui luoghi di mio papà e della Bohème...degli artisti che io e lei amavamo. Fu il 17 ottobre che andai al cimitero di Pere Lachese dove i grandi riposano, avevo un mazzo di fiori in mano...perchè ricordo la data? Perchè, quel giorno era la data di morte di Chopin che è anche lui sepolto lì e così, mezzo mazzo lo misi sulla sua tomba molto romantica con la statua della musa della musica che lascia cadere la lira e, l'altra metà era per Amedeo Modigliani...fu difficile trovare la sua tomba molto più modesta nella zona ebraica del cimitero, ci misi tantissimo e gli amici che erano con me si stufarono pure ma poi la trovai...Nella tomba sua anche la moglie che si era gettata dalla finestra il giorno dopo la morte di Modì... C'è chi si meraviglia che facendo il test dell'Eneagramma salti fuori che io sono un numero 4...il romantico melancolico, assieme ad altri numeri che paiono più corrispondere a come sono...ma in me c'è e pure tanto...ciao bellissimo maledetto Modì!

Ma quanti sono i cammini in nome di Francesco?!?

Oramai la sapete tutti la storia mia...che noia riraccontarla! Era la primavera del 2003, reduce dal Cammino di Santiago nel novembre del 2002 pensai di ringraziare "L'amico Francesco" che aveva camminato con me in Spagna camminando nei suoi luoghi scoperti scartabellando le "Fonti Francescane", partendo da La Verna, così, da sola, con una sola carta stradale dell'Umbria...poi l'incontro per Dio-incidenza con Terre di Mezzo e l'inizio di un progetto più grande di me...e il 30 maggio 2004 usciva "Di qui passò Francesco"...il resto è storia fino ad oggi e poi andrà oltre: 5 edizioni italiane della guida, 3 in tedesco e 1 in inglese. 12.305 credenziali spedite dal giugno 2006 (ma i pellegrini sono molti di più). L'ostello della "Perfetta Letizia" per 5 anni, l'impegno mio costante e quotidiano e quello di tanti altri, oggi Daniele e 3 amici sono sul cammino armati di pennello e vernice...
NON C'ERA NULLA PRIMA DELLA MIA GUIDA, NON ESISTEVA UN "CAMMINO FRANCESCANO" C'ERA SOLO, PRATICAMENTE SULLA CARTA E BASTA VISTO CHE MANCAVANO SEGNALI E IL SENTIERO ERA INNERBATO IL "CAMMINO DELLA PACE GUBBIO-ASSISI" E, NELL'AUTUNNO 2003 L'APT DI RIETI STAVA PREPARANDO IL SUO "CAMMINO DI FRANCESCO" IL CIRCUITO DEI SANTUARI DELLA VALLE REATINA...
A NESSUNO INTERESSAVA UN CAMMINO FRANCESCANO SE NON A COLORO CHE TUTTI GLI ANNI ORGANIZZAVANO LA "MARCIA FRANCESCANA" DEL PERDONO D'ASSISI, PERCORSI TUTTI GLI ANNI DIVERSI, IN GRUPPO, SENZA UN TRACCIATO PERMANENTE...UNA BELLISSIMA STORIA EPISODICA MA NON UN CAMMINO.

Perchè per la milionesima volta racconto tutto ciò?! 

1 Perchè la massa di Cammini sul "mio" che è l'originale crea solo casino nella testa dei pellegrini, di coloro che magari aprendo internet vanno cercando un percorso e, dopo poco, non ci capiscono più nulla, specialmente gli stranieri che poi mi scrivono chiedendo spiegazioni.

2 Perchè per l'ennesima volta voglio denunciare come tutto ciò danneggi soltanto i territori attraversati dal Cammino perchè quando uno si spazientisce e, non capendoci più nulla, desiste dal cercare nel web...è un pellegrino di meno...

3 Perchè questo è un "male tutto italiano" dove per: potere e denaro ognuno deve fare la sua cosina io la chiamo "pisciatina" come un cagnetto che passa sulle tracce olfattive dei cani che l'hanno preceduto alzando la gamba per nascondere la traccia del concorrente e dire "questo è il mio territorio mica il tuo!" Ma almeno i cagnetti lo fanno per..."Amore"!.

4 Perchè questo cammino che va alla grande (i pellegrini poi non sono scemi e "sgamano le manovre da soldi e basta" ) ma che potrebbe essere "Il Cammino di Santiago in Italia", come molti lo definiscono, se solo noi ragionassimo come gli spagnoli che fanno gruppo attorno alla loro "grande fonte di reddito"

5 Perchè sono stufa di sentirmi direle battute buonistiche e "così cristiano-fesse" del "MA PERCHE' NON COLLABORATE FRA DI VOI? Come se fosse possibile collaborare con chi sa benissimo tutta la storia ma fa finta di non saperla e, bene che vada, "crea" meglio dire "copia" il "suo cammino", oppure "ancor meglio" va a cancellare i segnali degli altri...specialmente le frecce gialle e i Tau gialli che sono una spina nel fianco, sono la prova in vernice che loro non hanno inventato niente che non fosse stato già inventato e da mo!

6 Perchè trovo demenziale che il CAI preso dalla sua ben nota presunzione, vada a cancellare frecce per poi non segnare appropriatamente i sentieri...Ieri sera se ne parlava con Simone appena tornato dal suo "Cammino di San Benedetto" dopo giorni di ricerche per migliorare il percorso, incontri e vestiti rovinati dalla vernice gialla. Lui mi diceva: "Al CAI che storceva il naso per i miei segnali ho detto: "Benissimo, fateli voi i segnali, se mi garantite che andrete a segnare 300 km. di percorso e che terrete i segnali sempre freschi io sono contento...fate voi!" E...il Cai ha taciuto perchè non lo faranno mai!

7 Perchè sono stata la prima a dire: "Questo cammino porterà denaro ai vari luoghi attraversati, porterà occupazione, porterà conoscenza e ci sarà un turismo di ritorno..." L'ho sempre detto a tutti citando come il Cammino di Santiago abbia risolto il problema di regioni con..."le ragnatele in bocca"...ma questo è l'effetto collaterale e NON SI PUO' INIZIARE DA QUESTO IN MANIERA BECERA facendo la "propria pisciatina" (questo è il modo migliore per fare capire al mondo che lo si fa per il denaro che ci si metterà in tasca e basta per poi abbandonare Cammino e pellegrini una volta ottenuto il finanziamento...questo è storia!)

E ALLORA, LEGGETEVI QUANTO SOTTO...E' IL COSI' DETTO "CAMMINO NUMERO 8"

PERCHE' NEGLI ANNI E CON LA PRETESA DI ESSERE IL SOLO, UNICO CAMMINO DI FRANCESCO SONO NATI:

1  2004 "Di qui passò Francesco" 
2 2005 "Cammino di Francesco" circuito reatino
3 2006 " ....." non ricordo il nome è quello inventato dal sacro Convento marcato dalle frecce con il "Tau grigio e ciabattine"
4 2007 "Cammino di Assisi" (che si definisce il primo e solo cammino di Francesco e sbandiera pure un inesistente gemellaggio con Compostela) da Dovadola ad Assisi e il suo "inventore che non mi ha mai voluto incontrare e lo evita accuratamente quando poteva accadere per poi, spesso, cancellare pure le frecce gialle sovrapponendo le sue verdi.
5 2009 (il più divertente con pure il copyright "Il girotondo di San Francesco")
6 2009/2010 "La Francigena di San Francesco" ribattezzata, per ragioni di interrogazione parlamentare al parlamento europeo che ha sganciato i dindi e si è poi accorto dell'assurdità di sto nome...o che aveva dato i soldi alla Francigena sbagliata: "La Via di Francesco" ...con tutto quello che c'è sotto questo nome e che non ho voglia di raccontare nuovamente.(2012 uscita della guida "La Via di Francesco" per le Edizioni Paoline che è un flop a detta dei librai)
7 2012 "Le celle di San Francesco" questo almeno fa da La Verna ad Assisi via Arezzo, Cortona e Perugia (conosco la serietà di chi l'ha tracciato...però non abbastanza serio da voler collaborare veramente...e li cascano gli asini..anzi i cagnetti e le pisciatine)
8 2013, ora...quanto sotto chiamato "I cammini di san Francesco" (con questo plurale incomprensibile forse Maiestatis?!)
E altri vari che ora mi sfuggono

con Simone si diceva:
"Noi abbiamo portato persone, pellegrini di tutto il mondo, (INCISO: OGGI SPEDISCO LA PRIMA CREDENZIALE IN AFRICA, IN SUDAFRICA, MI MANCAVA SOLO QUEL CONTINENTE!)  dove non sarebbero mai andate, ne beneficiano tutti, non pretendiamo un GRAZIE ma, almeno, lasciateci continuare a farlo senza danneggiare l'arduo lavoro e danneggiare voi stessi!"
Sul Cammino di san Benedetto paiono capirlo...NEI LUOGHI DI FRANCESCO NO...ora poi che usano come "Testimonial" come se fosse una velina,e in modo strumentale e assai irrispettoso Papa Francesco, ancora di più!!

Che pena!!!
(smetto qui..devo andare a spedire le 20 credenziali di oggi, questi sono i numeri di tutti i santi giorni, e dietro ogni credenziale spedita ci sono: 2 o 3 scambi di emails, telefonate, emails lunghissimi pieni di consigli...) io continuo il mio lavoro, i pellegrini continuano a camminare, le frecce continuano ad essere dipinte e poi cancellate...e tanta energia viene sprecata...
CHE PENA!!!

Presentato il progetto sui “Cammini di San Francesco”
Tricca "I cammini possono costituire da un lato un proposta in grado di affermarsi in un mercato turistico sempre più esigente"
http://www.saturnonotizie.it/images/news/d239edd122a81872adb93679339e4df8.jpgSono molti i territori dell'Italia centrale che testimoniano la vita e la predicazione di san Francesco d'Assisi. Si tratta di luoghi dal profondo respiro spirituale, dove la bellezza naturalistica si unisce a quella storico-artistica e che nel corso degli anni hanno visto nascere degli itinerari, che li uniscono e collegano. Un percorso che idealmente si snoda lungo quattrocento chilometri toccando La Verna e Roma, Gubbio, Assisi e Rieti, e che, seguendo l'esperienza del cammino di Santiago de Compostela, può costituire une vero e proprio percorso di fede. (nota mia: ma va!!) 
Con l'intento di federare i numerosi itinerari già esistenti legati alla figura di san Francesco e sviluppare nuovi tratti di percorso è stata costituita l'Associazione "I Cammini di Francesco". In Provincia di Arezzo, vi aderiscono la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, la Camera di Commercio e otto Comuni (Anghiari, Caprese Michelangelo, Chiusi della Verna, Cortona, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro e Subbiano). Vista l'importanza sia dal punto di vista religioso che per le implicazioni economiche, verrà chiesta la certificazione di "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa". (nota mia: Lo sa il vescovo di Arezzo che l'Opera Romana Pellegrinaggi assieme alla Regione Umbria e la Regione Lazio dicono di voler fare la stessa cosa...dopo aver "ciucciato i dindi" alla Comunità Europea?! Qualcuno lo informi che si sta mettendo in lizza con il Vaticano! Ma forse bisogna solo aspettare due cariche di stesso segno si annullano!)
A sottolineare l'importanza in ambito economico del progetto, c'è anche la ricerca realizzata lo scorso anno da Unioncamere-Isnart, che evidenziava come l'interesse per le mete religiose stia crescendo in maniera esponenziale con un trend previsionale di crescita del 25% da parte dei tour operator per le maggiori destinazioni religiose italiane: si tratta per il nostro paese di un settore che vale 4,5 miliardi di euro con 40 milioni di pellegrini in arrivo e più di 20 milioni di pernottamenti. (nota mia: vale miliardi vero?!...solo quello! Ma poi questi soldi in tasca di chi finiscono?)
"I 'cammini' – spiega il presidente della Camera di Commercio della Provincia di Arezzo Giovanni Tricca - possono costituire da un lato un proposta in grado di affermarsi in un mercato turistico sempre più esigente, dall'altro sono in grado di stimolare spirito imprenditoriale e di portare centinaia di migliaia di persone a contatto con territori dove artigianato artistico, produzioni manifatturiere di alto pregio e servizi di elevata qualità, costituiscono un vero e proprio valore aggiunto socio-culturale oltre che economico".
"Credo che valga la pena valorizzare un percorso sul quale primo pellegrino s'è già messo Papa Francesco – afferma l'arcivescovo Riccardo Fontana, Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro -. A casa nostra i luoghi francescani sono così tanti che ci puoi fare un Rosario".
Nel corso della conferenza stampa di presentazione è stato proiettato un video sui Cammini di San Francesco prodotto da TSD, l'emittente della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e realizzato dal regista Francesco Faralli. La stessa emittente sarà a disposizione per la realizzazione di ulteriori prodotti multimediali legati ai "Cammini di Francesco".
(nota mia: e che se ne fanno i pellegrini dei "prodotti multimediali" se i sentieri poi non li cura nessuno?!) 



giovedì 11 luglio 2013

E' proprio così...

questa immagine l'ho trovata nella pagina Facebook del Massachusetts Institute of Technology (MIT) non pensate che sia proprio così?

One foot in front of the other...just that!!







carinissimo questo video che copio e incollo dalla news letter di "Il Cammino" buon ascolto!



LYRICS
I'm standing in Brooklyn just waiting for something to happen
I can't help but love thinking that everyone doesn't get it
To my left there's a window
Where did I go?
My reflection just blends in to rows of clothes 
And bad ideas, but ideas nonetheless in a song

I'll put one foot in front of the other one
I don't need a new love or a new life
Just a better place to die
I'll put one foot in front of the other one
I don't need a new love or a new life
Just a better place to die

I happen to stumble upon a chapel last night
And I can't help but back up when I think of what happens inside
I got friends locked in boxes
And no way to live, but you call it a sin isn't up to them
After all, after all I thought we were all your children
But I will die for my own sins, thanks a lot
We'll raise up ourselves thanks for nothing at all
So up off the ground up for fathers who are nothing but dust now

I'll put one foot in front of the other one
I don't need a new love or a new life
Just a better place to die
I'll put one foot in front of the other one
I don't need a new love or a new life
Just a better place to die

Maybe I should learn to shut my mouth
I am over twenty-five and I can't make a name for myself
Some nights I break down and cry
I'm lucky that my father's still alive
He's been fighting all his life and if this is all I've ever known
Then may his soul live on forever in my song

I'll put one foot in front of the other one
I don't need a new love or a new life
Just a better place to die
I'll put one foot in front of the other one
I don't need a new love or a new life
Just a better place to die

In front of the other one
In front of the other one
Just a better place to die

martedì 9 luglio 2013

Mici...sul cammino


poco fa, nel caldazzo umbro, sono ripartiti Ilaria e i due carinissimi figli: Alice una bella ragazzina che si farà una splendida donna, e il simpatico e ancora bimbo Giulio portandosi via Mash la gattina dal musetto furbo che andrà a vivere vicino a Macerino...e cambierà nome perchè l'aspetta il futuro fidanzato, un bel gattone tigrato di nome Romeo, e così Mash si chiamerà Giulietta...che romanticata!
Pois vive felice a Pieve Santo Stefano al "B&B il Castellare" e si farà carezzare dai pellegrini. Forse Mish partirà per Poggio Bustone e...il cammino, da nord a sud, sarà coperto dai miei gattini.
Mi sa che quel gnocco di Paté, il solo maschietto, rimarrà a me, è il più tranquillo ed è proprio bello, vedremo...io vado a spalmarmi su una poltrona, sono liquefatta e il caldo mi uccide...buona vita creaturine pelose!

lunedì 8 luglio 2013

Per favore firmate!!!



questo ennesimo appello è molto importante e rispondendo e firmando è un modo di dire al Papa..."Non siamo indifferenti!!!"  Proviamoci!!! Firmate!!!!


Aggiornamento: 8 Luglio 2013
Pazzesco: in meno di 24 ore oltre 100mila di noi hanno detto no all'assurdo spreco di denaro pubblico per gli aerei da guerra F35, e diversi parlamentari hanno già risposto. La petizione sta già infiammando i social media, ora raggiungiamo i 200mila per alzare ancora la pressione prima del voto di mercoledì!
Pubblicato il: 8 Luglio 2013
Tra 36 ore giorni il parlamento rischia di dare il via libera a un enorme spreco di denaro pubblico: 13 miliardi di euro per dei caccia F-35 americani che non ci servono a niente. Ma se agiamo ora possiamo fermare in tempo questi folli giochi di guerra! 

E’ assurdo! Con 13 miliardi di euro, potremmo creare posti di lavoro per 150.000 giovani disoccupati! E questi aerei F-35 hanno così tanti problemi che moltissimi altri paesi stanno annullando la decisione di comprarli. M5S, SEL e molti parlamentari del PD vogliono fermare l’accordo, e con abbastanza pressione sui leader giusti possiamo fare in modo che la maggioranza dei parlamentari voti per fermare questa spesa assurda! 

Il voto finale del Senato è tra 36 ore: firma ora questa petizione urgente a parlamentari e politici chiave come Renzi ed Epifani e condividila con tutti. Se arriveremo a 100.000 firme Avaaz porterà le nostre voci dentro al Senato tramite parlamentari chiave proprio prima del voto.

aprite e firmate qui:

http://www.avaaz.org/it/italy_no_f35_rbno/?tMJMNab

sabato 6 luglio 2013

L'articolo del Messaggero di Sant'Antonio


Tutte le strade portano a Francesco

Sulle orme del santo di Assisi e dei suoi compagni, dal Nord e dal Sud della penisola si snodano vie di pellegrinaggio da percorrere a piedi o in bicicletta.

di Alberto Friso
«Andiamo, andiamo, ventiquattro piedi siamo» cantano i frati nel famoso musical Forza venite gente, sulle scene dal 1981. L’associazione tra l’esperienza di Francesco d’Assisi e il camminare viene davvero naturale, e così non stupisce che il quinto Festival Francescano, in programma nel centro di Rimini dal 27 al 29 settembre, abbia scelto il «cammino» come motivo conduttore. Mettere un piede avanti all’altro, del resto, è una delle azioni qualificanti della nostra storia, tanto che con emozione ascoltiamo i nostri genitori raccontarci di come abbiamo compiuto, da poppanti, i primi passi. Poi lo diamo per scontato, tanto più che per spostarci, noi del terzo millennio, usiamo bici, motorino, auto, treno, nave, aereo. Anche nell’ultimo continente che stiamo colonizzando, ovvero internet, si naviga, non si cammina.

Per i primi francescani, invece, non era né scontato né banale andare a piedi. San Francesco e i suoi seguaci furono grandi camminatori. Le analisi sui resti mortali di sant’Antonio, ma anche quelle recentissime dei primi compagni del Poverello (Bernardo, Silvestro, Guglielmo, Eletto e Valentino), lo confermano: furono «sottoposti a stress biomeccanico interessante in particolar modo il rachide e gli arti inferiori» si legge nella relazione medico-scientifica stilata lo scorso febbraio. Francesco fu un pellegrino d’eccezione, sulle strade che conducono alle tombe degli apostoli a Roma, in Terra Santa, a Santiago di Compostela, a Monte Sant’Angelo. Il primo scritto conosciuto di san Francesco, ovvero la Preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano, risalente agli anni della conversione, può essere considerato la preghiera del pellegrino, che sempre ha una – piccola o grande, centrale o periferica – notte nell’anima bisognosa di luce. «Altissimo, glorioso Dio, illumina le tenebre de lo core mio» avrà pregato Francesco sulle strade umbre, e così ce lo immaginiamo anche mentre recita – canta? – il Cantico di frate Sole, per lodare le creature e il loro Signore, passo dopo passo, lungo la via. Ora, le orme lasciate dal santo di Assisi sono ancora percorribili. Lo sono sempre state, ma solo di recente sono state «rispolverate», rinverdendo la tradizione di raggiungere a piedi i grandi santuari.

Nella foto, alcuni pellegrini lungo il cammino «Di qui passò Francesco», stanno raggiungendo la Basilica di San Francesco da nord.
Nella foto, alcuni pellegrini lungo il cammino «Di qui passò Francesco», stanno raggiungendo la Basilica di San Francesco da nord.
Succede così alla Basilica del Santo di Padova, succede così alla Basilica di San Francesco nel cuore dell’Umbria, dove i cammini che vi fanno tappa sono i più diversi. Sembra aver ragione il titolo della guida di Carla De Bernardi edita da Mursia (2011): Tutte le strade portano ad Assisi. Sì, perché districarsi tra i cammini francescani, in libreria, in internet e sul territorio, non è semplice. Si trovano le varianti più fantasiose e le più svariate titolazioni, magari per percorsi che si sovrappongono. Che ci siano più cammini che camminatori? Fortunatamente non è così. Da qualche anno i pellegrini, a piedi o in bicicletta, tra Emilia, Toscana, Lazio e Umbria, non mancano. È da loro che vogliamo partire, indicando alcuni percorsi possibili.

All’inizio fu Santiago
Parlando della riscoperta dei pellegrinaggi a piedi, non stupirà che la si prenda geograficamente larga, spingendoci verso la Spagna del Nord. Perché è sufficiente dire «Santo» per indicare Antonio da Padova allo stesso modo in cui se si parla di «Cammino» s’intende Santiago di Compostela. È lungo la strada che ogni anno porta alla tomba di san Giacomo moltitudini di pellegrini (oltre 192 mila nel solo 2012), che nasce l’idea di realizzare qualcosa di simile in Umbria. A confermarlo è Angela Maria Seracchioli, autrice della fortunata guida Di qui passò Francesco (Terre di mezzo), giunta ad aprile 2013 alla quinta edizione, disponibile anche in tedesco e inglese: «Mentre nel 2002 percorrevo la via spagnola, mi è tornato in mente Francesco, l’amico di sempre. Una volta rientrata, decisi di recarmi a piedi ad Assisi per ringraziare il mio “compagno di viaggio”. Camminando, mi tornavano alla mente le tante persone conosciute a Santiago: avrei voluto far conoscere loro il cuore dell’Italia e il cuore del suo cuore, l’amico antico».

Ecco l’idea di tracciare un percorso che collegasse i luoghi attraverso i quali, come suggerisce la guida, «passò Francesco» (www.diquipassofrancesco.it): si parte da nord, da La Verna (AR), dove il santo assisiate ricevette le stimmate; si devia poi per Cerbaiolo, dove soggiornò sant’Antonio, quindi si è a Montecasale, e giù giù, passando per Città di Castello e Gubbio, fino ad Assisi, in otto tappe. Ma non è la conclusione, perché il tracciato prosegue verso sud, sempre sulle orme di Francesco, con altre nove tappe che toccano Spello, Spoleto, l’incantevole Romita di Cesi, Greccio, Rieti e infine Poggio Bustone, per un totale di circa trecentocinquanta chilometri.

Ma volendo si può andare oltre. Infatti, da un paio d’anni al cammino è stata aggiunta un’appendice che fa continuare la discesa lungo lo Stivale: attraversando Abruzzo e Molise, in venticinque tappe si arriva fino a San Giovanni Rotondo e, infine, a Monte Sant’Angelo, la montagna sacra all’arcangelo Michele dove la tradizione vuole che anche san Francesco si sia recato. La guida da seguire, in questo caso, è Con le ali ai piedi (Terre di mezzo 2011).

Nella foto, l'arrivo di un gruppo di giovani pellegrini alla Porziuncola.
Nella foto, l'arrivo di un gruppo di giovani pellegrini alla Porziuncola.
Interpellata al telefono, Angela Seracchioli racconta: «Non ho numeri ufficiali di quanti hanno percorso il tracciato La Verna-Assisi-Valle reatina, ma dal 2006 sono state spedite a chi ne ha fatto richiesta 11.780 credenziali, e la guida cartacea ha venduto oltre 20 mila copie». A questo punto la nostra interlocutrice interrompe brevemente il colloquio telefonico: deve fornire indicazioni a un camminatore francese appena giunto ad Assisi. Angela, infatti, incontra di persona molti pellegrini che arrivano alla tomba di Francesco, aiutandoli a orientarsi. «Fino a qualche tempo fa li accoglievo all’ostello “La perfetta letizia”, nei pressi della Porziuncola.

Ora purtroppo questo luogo non esiste più: il sogno di noi dell’associazione “Amici del cammino Di qui passò Francesco” è riaprire un “rifugio per pellegrini” in un’altra casa nelle vicinanze. Abbiamo lanciato un appello internazionale per racimolare la quota necessaria. Noi ci speriamo». Tra i tanti incontri che serba nel cuore, Angela ne rivela uno: «Ho in mente un uomo che non andava in chiesa né aveva mai camminato. Partì, senza sapere bene perché. Arrivato all’ostello di Assisi, nel poco tempo che potei dedicargli riversò su di me le sue angosce: non gli piaceva il suo lavoro, si stava dividendo dalla moglie, la figlia soffriva di anoressia… Il giorno successivo ripartì e non ne seppi più nulla. Un mese dopo mi giunse una sua lettera. Scriveva: “Tu mi dicesti che i cammini lasciano una traccia, e che a volte se ne accorgono più gli altri che noi stessi. È andata così: sono tornato e mia moglie non si capacitava di come fossi diverso…”. In breve, la coppia si era ricomposta e voleva sposarsi in chiesa ad Assisi, perché erano sposati solo civilmente. Al contempo, la figlia aveva preso coscienza del suo problema e aveva deciso di farsi curare...».
 

Verso sud e verso nord
Da quanto detto finora, salta agli occhi una profonda differenza con Santiago. Infatti nei cammini francescani la meta principale, Assisi, non è l’arrivo, bensì una tappa, all’incirca quella di mezzo. Ciò è evidente prendendo in mano La Via di Francesco(www.viadifrancesco.it), guida curata da Paolo Giulietti e Gianluigi Bettin (San Paolo 2012) che disegna un tracciato pressoché analogo a quello consultabile su Di qui passò Francesco, e che fa tesoro, come si legge nella prefazione, «dell’itinerario delineato dalla Regione Umbria nel 2008, in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi». Con Assisi come spartiacque, il libro presenta Il percorso del Nord (da La Verna, con una variante da Perugia) e Il percorso del Sud (da Greccio, con una variante da Terni). In Assisi è poi possibile richiedere, ad avvenuto pellegrinaggio, il Testimonium Viae Francisci (serve aver percorso almeno 75 chilometri a piedi o 150 in bicicletta).

Sempre a sud di Assisi vanno ricordate altre due iniziative. Una è il Cammino di Francesco (www.camminodifrancesco.it), che ha il suo cuore nei santuari francescani della Valle Santa reatina. L’altra invece ripercorre i luoghi di origine dei protomartiri francescani (www.camminoprotomartiri.it). I loro nomi (Berardo da Calvi, Pietro da San Gemini, Ottone da Stroncone, Accursio e Adiuto da Narni) non sono molto noti, ma sono legati alla storia del francescanesimo e a quella di sant’Antonio, perché fu grazie alla loro testimonianza in Portogallo prima e in Africa poi che il giovane Antonio decise di lasciare gli agostiniani per indossare il saio di Francesco. In occasione del 790esimo anniversario del martirio dei cinque, la diocesi di Terni-Narni-Amelia ha realizzato questo anello in sei tappe nel territorio ternano.

Sempre nel segno di sant’Antonio ci spostiamo invece a nord, ovvero in Romagna, all’eremo di Montepaolo (FC), dove il Santo fece vita ritirata prima di essere chiamato alla predicazione itinerante. In questo santuario si conclude il Lungo Cammino di sant’Antonio(www.ilcamminodisantantonio.it) proveniente dalla provincia di Padova, e qui riparte il Cammino di Assisi (www.camminodiassisi.it) che, attraversando le foreste casentinesi, raggiunge prima Camaldoli e quindi La Verna, scendendo poi fino ad Assisi. In questo modo le due grandi figure di Francesco e Antonio si ricongiungono, con quasi seicento chilometri a piedi.

I passi di Chiara e quelli della Marcia
Ma c’è un’altra grande figura francescana che non poteva mancare: santa Chiara. Anche lei ha un suo cammino, descritto in I passi e il silenzio. A piedi, sulle strade di Chiara d’Assisi(Porziuncola 2011), scritto da Francesco Gallo e Monica Cardarelli, che ci racconta: «Abbiamo unito i luoghi che la giovane santa percorse prima di giungere a San Damiano. Infatti si parte dalla casa paterna, ad Assisi; quindi si scende alla Porziuncola, dove avvenne il taglio dei capelli. Da lì Francesco accompagnò Chiara al monastero benedettino di San Paolo delle Abbadesse, a Bastia Umbra, dove la giovane rimase solo pochi giorni, trasferendosi poi nella chiesetta di Sant’Angelo in Panzo, alle pendici del Subasio, per giungere infine a San Damiano, dove Chiara visse per quarantadue anni». In totale sono ventiquattro chilometri «di cammino umano e spirituale» precisa Monica: «I siti toccati sono perlopiù noti, ma abbiamo scelto percorsi inusuali e alternativi per raggiungerli, immersi tra gli ulivi della campagna assisiate».

Del resto, arrivare ad Assisi a piedi è di per sé un modo alternativo per vivere l’incontro con i santi che hanno reso speciale questo lembo d’Italia. Lo sanno bene i frati minori, che da trentatré anni invitano i giovani alla Marcia francescana, un cammino di dieci giorni di cui i primi nella regione d’origine dei partecipanti, gli ultimi nei pressi di Assisi, per arrivare tutti insieme il 2 agosto alla Porziuncola, nel giorno della festa del perdono. «Saremo circa 1.300 marciatori provenienti da Italia, Austria e Croazia» spiega fra Francesco Piloni, responsabile della Marcia per l’Umbria. «Le tappe di avvicinamento ad Assisi, secondo il tema “Chi crede cammina”, saranno scandite dalle autopresentazioni che Gesù offre di se stesso nel Vangelo di Giovanni: “Io sono la vita”, “Io sono la via”, eccetera. In parallelo, proporremo ai giovani la domanda di Francesco: “Chi sei tu, Signore? E chi sono io?”. La meta è l’abbraccio del Padre alla Porziuncola, la chiesa dalle porte sempre aperte, come sempre aperta è la misericordia di Dio. Il fatto è che noi ci mettiamo in cammino per cercare, e camminando facciamo invece l’esperienza di essere cercati. Chi cerca è trovato. Quando Francesco andò da papa Onorio III per chiedere l’indulgenza della Porziuncola, il Pontefice gli chiese: “Per quanti anni?”. E il santo rispose: “Non domando anni, ma anime”. Ai ragazzi della marcia lo dico sempre: “Francesco aveva già in mente anche noi pellegrini del terzo millennio». Chi crede, davvero cammina.

 
L’intervista

Né vagabondi né turisti, ma pellegrini
 
 «Cominciare da se stessi, ma non finire con se stessi; prendersi come punto di partenza, ma non come meta; conoscersi, ma non preoccuparsi di sé». San Francesco d’Assisi non aveva certo letto Il cammino dell’uomo di Martin Buber (Qiqajon 1990), ma altrettanto certamente ha camminato «trascendendo» se stesso. Ne parla il manifesto del Festival Francescano 2013, redatto tra gli altri da fra Paolo Martinelli, cappuccino, preside dell’Istituto francescano di spiritualità all’Antonianum di Roma.

Msa. Che cosa significava camminare per san Francesco? 
Martinelli. Nella sua esperienza e in quella dei francescani, camminare è segno dell’itineranza, cioè della vita come itinerario, con una meta e una destinazione: il mondo va attraversato, non perché negativo, ma perché non è il fine ultimo. Per certe filosofie l’universo stesso è negativo, ma non così in Francesco. Basti pensare al Cantico di frate Sole: l’esistenza terrena, per quanto segnata dal peccato, è voluta da Dio.

Attraversare significa non fermarsi.
Sì, non bloccarsi: l’assetto migliore per abitare il mondo è attraversarlo, vivendo tutte le circostanze dentro una prospettiva ultima. Il cammino è sempre sentito come anticipo del sapore della meta, dove le cose sono belle proprio perché portano altrove.
La meta perciò è oltre questa vita.
Decisamente. L’esistenza francescana ha un valore escatologico, che non significa automaticamente l’aldilà: ciò che viviamo ha un senso che va oltre l’immediato.

Lei ha citato l’aldilà: spesso è rappresentato come immobile e fisso. Nulla a che fare col «cammino» quindi…
Siamo eredi di una cultura che ha separato l’elemento storico dal soprannaturale, quindi anche l’aldilà è presentato come imponderabile, statico e astratto. Fosse così, sarebbe anche poco desiderabile… Invece sono proprio i santi a darci una percezione estremamente vitale e vivente di Dio, per cui il cammino che l’uomo percorre nell’esistenza in qualche modo anticipa l’esistenza in Dio, che è vita in sé. Dio è la massima profondità di tutto ciò che sperimentiamo nel mondo, proprio perché ne è l’origine e ne è il destino. L’idea stessa della trinità, di un Dio che è comunione, evento eterno di amore, ha una radicale attrattiva vitale. Crea il mondo come esuberanza di vita, come libertà che si partecipa.

Anche i cristiani sono accusati di «immobilismo». Di ogni cammino di pellegrinaggio si evidenzia che sì, lo percorrono i cristiani, ma poi anche le persone in ricerca, come se un cristiano non cercasse più nulla.
La realtà paradossalmente è proprio il contrario. Aver scoperto la risposta offerta da Dio fa capire ancora di più la domanda, ma non chiude affatto la partita, che è continuamente ridestata dall’incontro con il Signore. Sant’Agostino lo aveva capito: la ricerca dell’uomo nei confronti di Dio è continuamente aperta, perché Egli è infinito, non diventa mai un «concetto» da mettersi in tasca.

Il manifesto del Festival individua tre modi di camminare: da vagabondo, da turista e da pellegrino. Quali le differenze?
Il vagabondo è senza meta; il turista conosce la meta, ma non si lascia cambiare dal viaggio. Solo il pellegrino intercetta la traiettoria del desiderio profondo, restando fedele al cuore dell’uomo. A questa dimensione antropologica comune a tutti, il cristiano aggiunge un elemento: il pellegrinaggio dice il vero rapporto con Cristo, colui che devi sempre seguire e rincontrare.

Come coltivare uno spirito da pellegrini nella quotidianità? 
Attraverso la povertà, che è custode dello spirito dell’itineranza. Povertà è camminare leggeri sul reale. L’alternativa è bloccarsi sulle cose e farne una falsa meta. Se ci avventiamo sulle cose, aspettandoci ciò che non possono darci, alla fine il cammino diventa pieno di delusioni.
  

venerdì 5 luglio 2013

"La saggezza dei piedi" titola il Messaggero di Sant'Antonio sulla copertina

Che bella giornata mi sono passata fra le colline fino ad arrivare all'amatissima Verna! Giornata serena a portare i timbri fatti per l'accoglienza  di Viamaggio...avevano quella commerciale ed ora c'è un bel timbrino per le Credenziali e al B&B Il Castellare perchè sostituisca quello che avevo fatto per loro e che...faceva una gran macchia nera. Con  me POIS la gattina che ora vivrà felicemente lì, amatissama da Cinzia e Annamaria che...amano tutto ciò che vive e che trattano stra bene i pellegrini e trattano benissimo anche animali e piante che...sembrano proprio gradire, mai visto delle piante grasse più belle e degli animaletti più coccolati.
Poi a La Verna, e mentre salivo con la macchina le tante curve tante volte percorse, ero emozionata come se fosse la prima volta. L'aria era piena del profumo delle ginestre che quest'anno sono un pò indietro e la forma del Monte Panna contro il cielo, così riconoscibile, si avvicinava sempre più ed aumentava l'emozione. Pensavo a Francesco, alle sue angosce, al suo sentirsi abbandonato e incompreso e alla sua salita lassù per ritrovare la pace per...incontrare Dio nuovamente. Là gli amici frati, amici pellegrini ritrovati lì, suor Priscilla, Laura alla reception, così cara, la scoperta che hanno poi ordinato le guide e da lunedì nella libreria ci sarà "Di qui passò Francesco" ultima edizione, quella in inglese e pure "Con le ali ai piedi"! E...prossimamente, anche l'ultima edizione tedesca "Der Franziskusweg" così potrò rispondere di sì ai pellegrini stranieri e italiani quando mi scrivono: "Posso trovare la guida a La Verna?" ...un ultimo tassello che mancava, che bello!
Mariagrazia, un'antica amica, mi aveva chiamato per dirmi che sul Messaggero di Sant'Antonio c'era l'articolo sui cammini con l'intervista che mi fecero e....nella luce del tramonto, dopo una corsa iniziata con uno "strappo al cuore" perchè avrei voluto rimanere a La Verna e mi dispiaceva moltissimo andarmene, a casa, ai piedi della Basilica di Francesco che rifletteva i raggi del tramonto ed era tutta rosa, nella buchetta la rivista!
L'articolo è proprio bello ed esaustivo...il tutto in preparazione del Festival Francescano a Rimini a fine settembre che si intitola quest'anno "Cammini" e noi ci saremo!!! Terre di Mezzo ed io che gestirò lo stand, che bello!...Ve ne parlerò poi. Ma dicevo l'articolo che si intitola "Tutte le strade portano a Francesco" e, a tutta pagina, la foto dei pellegrini della Cà delle Ore...dei ragazzi di Padre Ireneo, foto che ho sempre amato tantissimo, che bello!
Insomma sono contenta, proprio tanto contenta...serena come da tanto non mi sentivo...Dio come è bella La Verna!